REGIONALI/VIAGGIO NEI PARTITI –  LA NUOVA FORZA ITALIA DI MARTUSCIELLO, AUFIERO E DI CECILIA

REGIONALI/VIAGGIO NEI PARTITI –  LA NUOVA FORZA ITALIA DI MARTUSCIELLO, AUFIERO E DI CECILIA

25 Agosto 2020 0 Di Sandro Feola

Un coordinamento provinciale commissariato sei mesi fa dopo circa 10 anni caratterizzati, salvo poche eccezioni, da una sostanziale irrilevanza politica ed elettorale: è una Forza Italia che ha subìto un cambio radicale quella che si presenta alle regionali con i volti di Fulvio Martusciello, europarlamentare e reggente degli azzurri in Irpinia, e Tonino Aufiero, già sindaco di Pratola Serra, e ora candidato di punta della compagine che concorre alla composizione del nuovo parlamentino regionale. Un cambiamento auspicato da larga parte della formazione politica fondata da Silvio Berlusconi, anche se incredibilmente osteggiato da coloro che sono stati, in buona sostanza, assenti e per niente incisivi per così tanto tempo. Il che evidenzia aspetti davvero singolari nelle dinamiche interne a Forza Italia, non solo in Irpinia. E non perché il partito sia diviso al suo interno, aspetto che accomuna tutti i soggetti politici di questa orrenda seconda repubblica, quanto per la singolarità di un movimento che in Campania si è sempre caratterizzato per una organizzazione sul territorio tanto verticistica quanto troppo spesso evanescente.

Salvo poche eccezioni, il partito del Cavaliere non si è mai realmente radicato sul territorio, non ha né formato né selezionato la classe dirigente. Che, invece, è stata sempre calata dall’alto, in base a logiche che nulla hanno a che fare con la rappresentatività, con la partecipazione, e men che meno con la democrazia interna. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: come tutti gli edifici privi di fondamenta, Forza Italia si è lentamente accasciata su se stessa. Per diversi anni si è nutrita del consenso personale del Cavaliere e poi, a tratti, sul piano locale, di quello dei portatori di voti, che sono entrati e usciti in base alle contingenze e, alcuni, anche alle convenienze. Ma venuto meno l’appeal del leader, l’elettorato moderato ha trovato più accogliente due soggetti politici come FDI e Lega, discutibili quanto si voglia per le posizioni, ma sicuramente più strutturati e più attenti alla selezione della classe dirigente. Altri hanno scelto il PD, altri ancora Renzi.

Ciononostante, Forza Italia non ha dimostrato ancora l’intenzione concreta di cambiare rotta, specie in Campania. Ed è tutta qua la singolarità di questo partito che, pur avendo perso tanti consensi, non è riuscito ancora a sostituire il Coordinamento regionale e ha dovuto faticare non poco per cambiare quello irpino. Incredibile se si pensa che alle ultime amministrative – tanto per citare un dato – gli azzurri sono riusciti a raccattare nel comune capoluogo uno striminzito 4%.

Va riconosciuto, tuttavia – ed è un aspetto non trascurabile – che negli ultimi mesi l’europarlamentare Martusciello si è rimboccato le maniche per tentare di dare, almeno in Irpinia, un minimo di organizzazione al suo partito. Ha scelto i coordinatori locali, sforzandosi, dove ha potuto, di individuare energie giovani e impegnate; ha rinnovato il Coordinamento cittadino; si appresta a consegnare il partito nelle mani di una figura di grande spessore come quella di Franco Di Cecilia, con una solida esperienza politica e amministrativa alle spalle. Ha riavviato, insomma, una nave che era sostanzialmente ferma e ha recuperato le tante energie estromesse dal partito perché poco inclini a sottostare ai capricci e alle logiche dei vari coordinatori. Anche la scelta di far capeggiare la lista a un giovane amministratore con un consenso significativo come Aufiero va nella direzione di una rifondazione del partito che poggi, questa volta, sulle basi della meritocrazia e di una rappresentatività concreta. E della voglia non solo di esserci in base alla convenienze contingenti, ma anche di incamminarsi sul sentiero, certamente arduo, che va percorso se si vuole costruire una casa solida, viva e partecipata. Che duri nel tempo, e non solo lo spazio di una tornata elettorale.