REFERENDUM, LA CASTA VOTA SI’

REFERENDUM, LA CASTA VOTA SI’

17 Settembre 2020 0 Di Sandro Feola

La trappola è pronta e larga parte dell’elettorato sta per caderci dentro. Gli italiani che entreranno nella cabina elettorale e sceglieranno il Sì al taglio dei parlamentari avranno inconsapevolmente rafforzato la casta che pensano, invece, di colpire. E non occorrono troppi ragionamenti per dimostrare che sarà tanto fumo negli occhi di un elettorato che è stato aizzato ad arte dalla forca del populismo e che immagina di poter infliggere un colpo mortale ai privilegi.

Dovrebbe essere chiaro che un Paese come il nostro, che è tra i sette più industrializzati del mondo, non dovrebbe ridurre la quantità di chi è chiamato a rappresentare un numero indefinibile di posizioni, interessi e categorie, ma dovrebbe pretendere che a rappresentare i cittadini ci siano persone preventivamente selezionate e formate e poi scelte per davvero dall’elettorato. Gli elettori avrebbero potuto colpire la casta se avessero preteso non il taglio, ma di riappropriarsi del diritto di scegliere la classe parlamentare, di ridurne i compensi e di approvare, finalmente, una legge che dia concreta attuazione all’articolo 49 della Costituzione.

Ecco perché la casta voterà sì al referendum, perché a taglio avvenuto avrà illuso e placato un elettorato che brama sangue e, al contempo, continuerà ad arrogarsi il diritto di scegliersi a piacimento chi deve occupare un seggio in Parlamento. E i partiti continueranno ad essere entità gestite come club privati. Va senza dire che così facendo si perpetua e si acuisce l’attuale condizione di insufficienza di buona parte della classe parlamentare e di chi è chiamato a guidare un Dicastero.

E’ una trappola questo referendum. O se si vuole, un gigantesco specchietto per le allodole nel quale gli italiani sono pronti a riflettersi senza avere la consapevolezza che, dopo aver dissetato il populismo che è in loro, una parte significativa del Paese sarà lasciata senza rappresentanza, in particolare le aree interne, dove la densità abitativa è minore. Ed è davvero poco acuta l’osservazione di chi obietta che tanto, oggi, comunque i cittadini non si sentono rappresentati. Perché se gli ingranaggi non funzionano, non vanno estromessi dal motore. Anche i bambini lo sanno: vanno sostituiti con pezzi di qualità, magari evitando di spendere troppo.