REFERENDUM, D’AGOSTINO: “UN SI’ DECISO PER CAMBIARE IL PAESE E MANDARE A CASA LA CASTA “

REFERENDUM, D’AGOSTINO: “UN SI’ DECISO PER CAMBIARE IL PAESE E MANDARE A CASA LA CASTA “

30 Nov 2016 0 Di Michela Attanasio
ANGELO D'AGOSTINO
“Il 4 dicembre gli italiani avranno la possibilità di fare un primo significativo passo in avanti verso quel cambiamento atteso da decenni, sempre annunciato e mai realizzato da una classe politica abituata a produrre chiacchiere e non fatti concreti. Alla casta che oggi si oppone a questi cambiamenti per conservare vecchi privilegi dobbiamo opporre un Sì deciso al referendum costituzionale.” Lo afferma Angelo D’Agostino, deputato e vice presidente di Scelta Civica.
“Questa lunga campagna elettorale – prosegue il parlamentare – è servita a smontare tutte le bufale costruite ad arte dalla vecchia politica per indurre gli italiani a votare No: è evidente che non c’è nessuna norma della riforma che riduce la democrazia, né è vero che si sottrae agli italiani il diritto a scegliersi i componenti del nuovo Senato delle autonomie. Risibili, poi, sono le argomentazioni di chi parla di riforma frettolosa, se si considera che gli italiani le chiedono da ben 30 anni.”
“Finalmente, invece, siamo alla riduzione dei parlamentari, al superamento del bicameralismo perfetto, e – sottolinea D’Agostino –  alla fine della pratica del ‘ping pong’ tra Camera e Senato; una buona volta per tutte siamo all’abolizione di enti inutili come il Cnel e alla riduzione del costo della politica che ne consegue. E’ del tutto incomprensibile dire ‘No’ ad una riforma che riconduce allo Stato le materie concorrenti attribuite alle Regioni, superando così i tantissimi contenziosi costituzionali che ne sono scaturiti.”
“Il 4 dicembre diciamo un Sì convinto per rendere migliore il nostro Paese, per rendere più efficienti le sue istituzioni, per costruire, così, le condizioni per un futuro migliore per i nostri figli, e per mandare a casa quella casta che – conclude D’Agostino – in 30 anni non ha prodotto nulla e oggi ha la pretesa di venirci a dire che le nostre riforme sono sbagliate.”