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QUOTE ROSA, QUEI SINDACI OSTINATI NON SONO UN BUON ESEMPIO

Cherchez la femme, anche a Castel Baronia e a Zungoli che sono tra i 270 comuni della Campania diffidati dal difensore civico regionale perché evadono la legge che garantisce la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e che, nei comuni superiori ai 3 mila abitanti dispone che nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%.

Cherchez la femme, ma molti sindaci non ne vogliono proprio sapere, brillano anzi per il puntiglio che sconfina in vera e propria ostinazione con il quale provano, fino ad oggi con successo, ad aggirare la norma. Tirano fuori un repertorio di arzigogoli, spesso incredibili o surreali: chi finge di cascare dalle nuvole, “Non sapevo dell’esistenza della legge”; chi suggerisce che le donne non vanno appesantite dalla carica di assessore, magari una meno faticosa delega esterna, perchè sono donne e hanno già tanto da lavorare a casa; chi, come a Castel Baronia, vorrebbe nominarle ma loro, le donne, chissà quanto spontaneamente, hanno rifiutato.

Sulle quote rosa le opposte scuole di pensiero non si sono mai estinte. Un fatto certo è che l’obbligo di legge ha consentito di aprire le porte delle istituzioni e del governo a tutti i livelli alle donne, rimediando alla oggettiva discriminazione, politica, partitica e talvolta sessista, che per decenni ha calpestato la Costituzione, e privato le istituzioni di contributi, prevalentemente di valore, in termini di prestigio, autorevolezza e concretezza.

Né si può gridare all’attentato, quando il difensore civico, attraverso un commissario ad acta, nomina d’ufficio assessore una consigliera eletta con la lista che le elezioni le ha perse, come accaduto a Castel  Baronia. Il sindaco per un po’ non ha convocato giunte, poi, come è nei suoi poteri, l’ha rimossa. Non solo, e qui c’entra l’ostinazione, ha proposto ricorso al Tar pagandolo di tasca propria, per non incorrere nella scure della Corte dei Conti, per poi ritirarlo essendo certo della sconfitta. Tutto fuor che fare la cosa più semplice e sensata: nominare finalmente assessore una donna, dimostrando di essere un sindaco che sia pure a malincuore si adegua alle leggi e alla Costituzione.

 

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