QUISQUILIE E PINZELLACCHERE!                             NOTA 9 MAGGIO 2020

QUISQUILIE E PINZELLACCHERE! NOTA 9 MAGGIO 2020

9 Maggio 2020 0 Di Anna Guerriero

Quisquilie e Pinzellacchere!

Ad Avellino c’è una parte della minoranza che cavalca argomenti destinati a sgonfiarsi nell’arco di un giorno: non una sola previsione o tesi è stata suffragata dai fatti in questi ultimi undici mesi: intemerate che finiscono in archivio come quisquilie e pinzellacchere. Queste scorribande finiscono per oscurare quei consiglieri di opposizione che per storia, cultura e capacità possono rendere ben altro servizio alle istituzioni e alla comunità. Come ci diceva ieri il direttore Gianni Festa, c’è bisogno in questa fase di emergenza e rispetto a scenari anche preoccupanti se non angoscianti di gente che conosca l’abc e sia mossa da intenti costruttivi: vedremo che bilancio Festa consegnerà di questi mesi (buono, mediocre, disastroso) ma di certo non abbiamo bisogno in questi tempi di quisquilie e pinzellacchere.

In nessuno degli 8 mila comuni italiani vi è traccia di una delibera che esenta i cittadini dal pagamento dei tributi.

I tributi costituiscono una riserva di legge che la Costituzione affida ai poteri del governo e non a quelli dei presidenti di regione e dei sindaci: stabilisce delle aliquote e rispetto a queste i sindaci decidono se applicare quelle più basse, medie o più alte.

I comuni, anche quello di Avellino, hanno opportunamente rinviato i pagamenti, non potendo decidere chi, come e in che misura esentare. Ad Avellino c’è chi invece pretende che il comune decida su materia di cui non è competente, anzi la segnala come una grave inadempienza contro i cittadini.

In tutti i comuni italiani si registrano diversità di vedute tra minoranze e maggioranze sulla gestione dell’emergenza. Nelle assemblee, le minoranze che già contano una sola volta l’anno quando il loro voto sul bilancio può essere decisivo per mandare a casa il sindaco, vivono una condizione anche frustrante dal momento che la loro voce, la loro presenza, non viene percepita.

In tutta Italia, per uscire dal cono d’ombra, le minoranze si attrezzano, propongono soluzioni all’impronta migliori e più convincenti di quelli che assumono le maggioranze per riconquistare quel ruolo anche politico che sindaci e presidenti di regione hanno oscurato. Ad Avellino taluni sono rimasti incagliati in una campagna elettorale finita undici mesi fa.