QUERELLE DE MITA-L’ESPRESSO, RISARCIMENTO DA 100 MILA EURO

QUERELLE DE MITA-L’ESPRESSO, RISARCIMENTO DA 100 MILA EURO

22 Febbraio 2019 0 Di La redazione

(Comunicato Stampa). Nel 2012 una giornalista de L’Espresso scrisse in due articoli – Scorta De Mita, punita la vigilessa” e “La nostra risposta”, rispettivamente del 28 e del 29 agosto – che Giuseppe De Mita, all’epoca dei fatti Vice Presidente della Giunta regionale della Campania e Assessore con delega al Turismo e ai Beni Culturali, si era recato ad una festa di paese facendo un uso illegittimo e personale dell’auto di servizio e dell’autista assegnati dalla Regione.

A nulla valsero le smentite: fu replicato che i fatti erano quelli riportati dalla giornalista.

La vicenda, pubblicata sul sito on line de L’Espresso, ebbe risalto sulla stampa nazionale e fece il giro del web, come una delle classiche storie di comportamento sguaiato e privilegiato dei politici.

Ora – a conclusione del giudizio civile intentato da Giuseppe De Mita (assistito dal Collegio difensivo composto, oltre che dallo stesso De Mita, dall’Avv. Angelo D’Avella e dall’Avv. Laura Giovannelli) nei confronti della giornalista e de L’Espresso – il Tribunale di Avellino, nella persona del Giudice, dott.ssa Annamaria Cicala, con la Sentenza n. 196/2019, ha riconosciuto che i fatti pubblicati dalla testata non erano veri e che gli articoli contestati violarono i principi deontologici di pertinenza e di continenza; sulla scorta della illegittimità/illiceità di tali condotte, la giornalista e la testata sono state condannate in solido a risarcire i danni, nella misura di € 100.000,00 (centomila/00), a rimuovere gli articoli dagli archivi telematici e al pagamento delle spese del giudizio.

“Ricordo quei giorni – il commento di Giuseppe De Mita – con un senso di impotenza e di amarezza che il tempo e la sentenza non hanno cancellato. Ora perlomeno si è ristabilita la realtà dei fatti. Viene da dire che anche in un’epoca di post verità, dopo la post verità c’è pur sempre la verità”.