QUELLI COL BICCHIERE MEZZO PIENO…! – di Norberto Vitale

QUELLI COL BICCHIERE MEZZO PIENO…! – di Norberto Vitale

29 Luglio 2019 0 Di Norberto Vitale

Dallo stabilimento di Valle Ufita di IIA continuano ad uscire i lavoratori anzi che gli autobus.

Saldatori e allestitori, per complessive 30 unità, da domani vengono messi in cassa integrazione perché a causa della mancanza di materiale destinato alla produzione di una commessa di 26 autobus per la città di Genova, già slittata, dovrebbero starsene in fabbrica a girarsi i pollici.

Meraviglia la meraviglia di chi si meraviglia.

Tanto più alla luce dell’ultimo incontro al Mise, il 18 luglio scorso, dopo il quale c’era chi vedeva il bicchiere mezzo vuoto e chi mezzo pieno. Le ragioni di chi mostrava ottimismo vengono a dir poco scalfite. In quella riunione venne annunciato l’aumento delle risorse del Contratto di Sviluppo con Invitalia che passava dai 24 ai 30 e passa milioni; si disse che questo avrebbe consentito l’apertura di nuove linee bancarie di credito; venne messo nel conto nuova cassa integrazione in attesa dell’avvio della ristrutturazione dello stabilimento, che doveva cominciare lo scorso mese di febbraio, spostato poi a luglio e, da luglio, annunciata adesso per il prossimo mese di settembre.

La cassa integrazione straordinaria che scatta domani per 30 lavoratori, questo è il punto, non è finalizzata a nessuno di questi percorsi. Più semplicemente, non ci sono soldi per acquistare il materiale; i fornitori non si fidano delle rassicurazioni del nuovo amministratore delegato e dunque vengono messi in libertà quelli che con quel materiale dovrebbero lavorare. Meno male che nel vertice del 18 luglio venne assicurato che per dare lavoro a Valle Ufita sarebbero state ridotte le commesse che Karsan per conto di IIA produce in Turchia!

Con la costituzione delle nuove quote societarie che vede i soci pubblici Leonardo e Invitalia in maggioranza sul terzo socio Karsan e sul quarto potenziale socio che continua ad essere evocato ma non si materializza, dal gennaio scorso mai abbiamo registrato un atto minimamente conseguente agli impegni che di volta in volta venivano assunti al tavolo del Mise. Soprattutto se non esclusivamente nei confronti di Valle Ufita. Essendo questo stabilimento il fulcro del progetto di IIA, viene dunque il lecito sospetto o almeno si rafforzano le perplessità intorno ad un percorso senza bussola che di annuncio in annuncio, di rinvio in rinvio, tende a procrastinare il momento della verità.

Sono indizi pesanti che intanto fanno sbriciolare il programma produttivo annunciato anche questo svariate volte: nel 2019, IIA avrebbe prodotto 630 autobus. Ne sono stati prodotti un po’ più di 200 e nessuno di questi è uscito da Valle Ufita. Impensabile che nei prossimi tre mesi, dando andati luglio e agosto, si recuperi producendone 400 mentre nel frattempo non hai liquidità per acquistare materie prime e concludere una commessa di 26 autobus.

Indizi pesanti perché se non hai le risorse per acquistare i materiali, dove prenderai e da chi quelle che per decine di milioni servono a ristrutturare lo stabilimento entro il 2020 per la prima linea ed entro il 2021 per la seconda linea dell’elettrico? A questa realtà non si può continuare a rispondere né con i bicchieri mezzi vuoti e mezzi pieni né, a maggior ragione, con il demenziale trionfalismo che di tanto in tanto ci regalano le dichiarazioni di alcuni parlamentari irpini pentastellati. Non hanno capito il loro ruolo. Suonano la grancassa al governo che sostengono sempre e comunque anzi che prendere posizione per incalzarlo alle sue responsabilità e agli impegni presi e disattesi. Sono stati eletti per rappresentare questo territorio e i suoi problemi. Che legittimamente sostengano il governo è un conto; che lo facciano senza cognizione di causa, è un altro, collezionando peraltro scivoloni incredibili come quello dell’anno scorso sulla Stazione Hirpinia dell’Alta Capacità, come quello sulla Lioni-Grottaminarda bloccata da sette mesi.