QUELLE MAGLIETTE ROSSE INDOSSATE UNA TANTUM

QUELLE MAGLIETTE ROSSE INDOSSATE UNA TANTUM

7 Luglio 2018 0 Di Sandro Feola

Beato chi la maglietta rossa la indossa tutti i giorni. Non solo perché non tollera che dei bambini muoiano in mare, ma soprattutto perché non è indifferente alle difficoltà del vicino di casa, bianco, nero, giallo o mulatto che sia. Perché non si limita a indossarla una tantum, a fare un selfie, un video da postare su Facebook, ma fa di quella maglietta uno stile di vita improntato a una solidarietà concreta, discreta, fatta di sacrificio, di rinuncia a qualcosa di proprio, fosse anche solo del tempo passato con regolarità a servire i poveri nelle mense della Caritas.

L’iniziativa di Libera era giusta, ma ai signori e ai giovani della sinistra, che si sono affrettati a vestirsi di rosso e a postarsi sui social, andrebbe spiegato che è sempre rischioso quando la “solidarietà terzomondista” viene utilizzata politicamente. Non solo perché qualcuno potrebbe accusarli di esibizionismo, ma anche perché in tempi di crisi c’è sempre qualcuno del “primo mondo” che se la passa piuttosto male e ha la percezione che quegli stessi politici siano del tutto indifferenti alle loro condizioni.

E allora? Paolo di Tarso diceva “…la carità non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse.” Se si estendesse il “concetto” anche a tutto questo interesse per i piccoli morti nel Mediterraneo credo che si farebbe cosa buona. Innanzitutto per il bene dei migranti e dei loro bambini.