QUEL PREGIUDIZIO CONTRO I MERIDIONALI CHE LA LEGA CAMPANA DEVE DENUNCIARE

QUEL PREGIUDIZIO CONTRO I MERIDIONALI CHE LA LEGA CAMPANA DEVE DENUNCIARE

9 Febbraio 2019 0 Di Sandro Feola

Il Ministro dell’Istruzione ci ha provato a rimediare, tentando di spiegare con un post su Facebook che le sue parole sulla scuola meridionale sarebbero state travisate, estrapolate da un contesto più ampio. Eppure il senso di quelle dichiarazioni, raccolte ad Afragola dai colleghi di Nano TV, sono inequivocabili, e non solo per le parole in sé quanto per il tono che l’esponente di Governo ha usato per dire che la scuola del Sud non ha bisogno di risorse, ma del lavoro, dell’impegno e del sacrificio dei docenti meridionali, sottintendendo con il tono che questi sono fin qui mancati.

La reazione del Ministro alle domande è parsa quella di chi, con sufficienza, accusa i meridionali di essere sfaticati, di non impegnarsi mai adeguatamente, di voler approfittare del lavoro del Nord per campare persistentemente di assistenzialismo. Lo stesso sguardo di Bussetti è stato percepito come quello di chi redarguisce infastidito l’interlocutore meridionale che osa chiedere più fondi per ridurre il gap che separa il Sud dal Nord.

Il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti

Dunque il Ministro, la cui toppa a mezzo social è stata peggiore del buco, chieda scusa ai docenti del Sud. E gli autorevoli esponenti locali della Lega, partito che pretende di essere forza politica nazionale, e non più del solo Nord, dicano parole di chiarezza per stigmatizzare il pregiudizio nei confronti dei meridionali che emerge dalle parole di Bussetti. Se vogliono davvero essere la classe dirigente e di governo che dicono di essere, dimostrino di avere l’onestà intellettuale per riconoscere che la Lega, pur essendo il primo partito in Italia, ha al suo interno ancora una ‘questione meridionale’ più che aperta. E che solo denunciandola e affrontandola con chiarezza potranno camminare a testa alta tra quella gente del Sud che oggi si è sentita ancora una volta insultata.