PROVINCIALI. IL CAOS PD SI SPOSTA LUNEDI’ AL NAZARENO. MEDIAZIONE O ROTTURA, POI LE CANDIDATURE

PROVINCIALI. IL CAOS PD SI SPOSTA LUNEDI’ AL NAZARENO. MEDIAZIONE O ROTTURA, POI LE CANDIDATURE

5 Ottobre 2018 0 Di La redazione

Beniamino Palmieri ufficializza la sua discesa in campo: “Non contro qualcuno ma per una proposta politica dal basso”. Umberto Del Basso De Caro lancia bordate alla Segreteria: “Non ha titolo per entrare nella vicenda delle Provinciali”. Sono i passaggi chiave dell’incontro promosso dal sindaco di Montemarano. In sala presenti una trentina di amministratori (tra gli altri Lengua, Caso, Salzarulo, Colucci, Capuano, Petitto, La Verde, Repole, Ciasullo, Zecchino) e diversi esponenti di partito, compreso il sindaco Ernesto Urciuoli, anch’egli in corsa per la Presidenza;

il primo cittadino di Aiello ha voluto rilanciare la necessità di una candidatura unitaria “Ne hanno bisogno il Pd e la Provincia” sottolineando poi “il buon lavoro di confronto sui territori fatto dalla Segreteria” e rivendicando “A prescindere da chi sarà il candidato, la volontà di dare un contributo programmatico”.

Nel frattempo a via Tagliamento si riuniva il tavolo di Centrosinistra convocato da Di Guglielmo e al quale prendevano parte i Socialisti, i Popolari, Giuditta, Todisco e le componenti della Segreteria. Il Segretario ha evidenziato, come nella nota stampa diramata poco prima dell’incontro, la centralità degli organismi di partito nelle decisioni e che la linea resta quella di un progetto ampio di Centrosinistra, al di là dei nomi. Di Gugliemo ha infine sottolineato che “il Pd sarà presente con il proprio simbolo alla Provinciali”.

All’incontro dei critici De Caro prima e lo stesso Palmieri poi hanno aperto ad alleanze civiche e trasversali in un progetto che vada oltre il Pd. I conti si faranno a Roma. Palmieri sarà in campo a prescindere. Restano sull’altro versante papabili candidati Presidenti del Pd: Farina, Vignola e lo stesso Urciuoli. Tutti dovranno cominciare a raccogliere firme per non trovarsi spiazzati. E non sarà affatto un’operaizone semplice.

Se sulle Provinciali si arriverà o meno ad una mediazione – anche sugli assetti della Segreteria – o se sarà rottura e con quali conseguenze lo si capirà dopo il vertice di lunedì tra Richetti, Di Guglielmo, De Caro e D’Amelio. La Presidente del Pd irpino Santaniello, intanto, interviene nel dibattito dichiarando: “È ad Avellino non a Roma che si deve decidere per le elezioni provinciali”.

 

Le dichiarazioni integrali di De Caro

A chi gli chiedeva quanti saranno, se uno o due, i candidati del Pd per la Presidenza di Palazzo Caracciolo l’onorevole  ha risposto: «Io penso che Palmieri possa rappresentare tutto il partito» . Ma ci sono sono pezzi del partito non d’accordo? «Non pretendo l’unanimità. Credo che la Segreteria provinciale non abbia molto titolo per entrare in questa vicenda. Da Roma lunedì mi aspetto un atteggiamento di buon senso». Sulle alleanze? «Siamo per un”alleanza civica per queste provinciali. Bisogna andare oltre il Pd, coinvoglere altri mondi». Anche i Popolari ? «Certo, mica sono più un partito, sono un movimento. Io dico i civici, coloro che non necessariamente hanno un riferimento. D’altronde nei nostri comuni tutte le liste sono per la maggioranza civiche, anche se di appartenenza definita al Centrosinistra». Si può andare alle Provincialie anche senza il Pd? «Sono il Capogruppo del Pd delle elezioni. Io parto da chi ci sta, poi andiamo oltre, sono per ritrovre le ragioni dell’unità se possibile, ma non dipende da me. Occorre senso di responsabilità».

Le dichiarazioni integrali di Palmieri

«Si organizza una proposta politica che si pone sul tavolo di una discussione che vede protagonista il partito. Nessuna lacerazione o scatto in avanti. Non è affatto così. E’ un  proposta che nasce dal basso, da proposte e scontri, altrimenti si svilisce il dibattito politico e si valutano nomi in funzioni di correnti che sono insopportabili e che determineranno la fine del partito. E’ un’iniziativa complementare a quella che fa il partito. Non è una cosa contro. Serve a qualificare una candidatura che se viene dal basso va presa in debita considerazione. Ho lavorato e continuo a lavorare anch’io per l’Unità. Ho avuto incontri con maggiorenti del Pd e con D’Amelio per rendere armonioso il ragionamento. È logico che il Pd deve risolvere prima al suo interno i problemi, un alleato può chiedere ma chi vi rappresenta ? Non entro nel merito ma politicamente sulle alleanze dico che: in un contesto così grave per la comunità – in un provincia che attraversa una condizione molto seria, dove sono in atto ulteriori licenziamenti, dove le persone hanno serie difficoltà, un’alleanza larga in questo momento storico non sarebbe una cosa  sbagliata. L’eredità pesante di Mimmo Gambacorta è anche leggibile nella cifra di aver saputo tenere insieme più anime. Ma se questo non è possibile è chiaro che il Pd deve dialogare con i partiti che gli sono più prossimi».