PROVINCIALI. AL VOTO 1.398 TRA SINDACI E CONSIGLIERI

PROVINCIALI. AL VOTO 1.398 TRA SINDACI E CONSIGLIERI

1 Ottobre 2018 0 Di La redazione

La candidatura a Presidente della Provincia dovrà essere supportata da almeno 210 firme (pari al 15% degli aventi diritto al voto); per presentare una lista di candidati al Consiglio, invece, di adesioni ne serviranno almeno 70 (il 5%). A fornire i numeri è stato oggi l’Ufficio elettorale provinciale con un decreto a firma del neo Segretario Monica Cinque.

Nella platea dei votanti figurano 1.398 tra sindaci e consiglieri comunali, assenti – in seguito allo scioglimento dei rispettivi comuni – gli ex amministratori Mirabella e Taurasi. Dal 10 ottobre e fino a mezzogiorno del giorno 11 gli interessati potrranno presentare le liste.  Si voterà il 31 ottobre dalle 8.00 alle 20, lo scrutinio avrà luogo la mattina successiva nonostante la festività del 1° Novembre.

Alla luce della normativa è la figura di Presidente ad essere molto ambita tra gli amministratori (benchè si tratti di un incarico a costo zero così come per gli altri membri eletti al parlamentino).

Il potere attribuito alla carica di vertice è pressochè monocratico e in tema di gestione di strade, edilizia scolastica,  ambiente o rifiuti è tutt’altro che irrilevante; discorso diverso per i consiglieri e le loro deleghe che avranno peso se distribuite nell’ambito di una gestone collegiale, altrimenti il ruolo sarà di mero controllo.

Le liste dei candidati al Consiglio dovranno essere compilate con la presenza di un minimo di 6 ed un massimo di 12 amministratori. La norma che prevede la rappresentanza di quote di genere in misura del 60 e 40 in buona sostanza impone, in liste da 12, la presenza di almeno 5donne (le quota rosa sono le più difficili da rispettare per l’esiguità di amministratrici sui territori, soprattutto nei comuni al di sotto dei 3 mila abitanti).

I comuni saranno suddivisi in fasce ed il voto espresso dagli amministratori sarà ponderato in base alla grandezza del Comune di appartenenza con una differenza notevole ad appannaggio di quelli superiori a 10 mila abitanti.

Dal punto di vista politico il quadro resta molto frammentato. Nel Centrosinistra e nel Pd in particolare le guerre intestine stanno bruciando candidature una dietro l’altra e nessuna certezza c’è al momento sul nome del papabile candidato (in corsa Farina, Palmieri, Urcuoli, Vignola). Biancardi sembra invece pronto alla corsa nel campo del centrodestra o anche al di là dei partiti, ma anche a lui serviranno 210 firme non semplici da trovare.

C’è curiosità, infine, per come si esprimerà a livello locale il Movimento 5 Stelle che potrebbe non presentare liste o partecipare sulla scia delle indicazioni nazionali, ma se i 6 rappresentanti del Comune di Avellino si esprimessero con i loro voti potrebbero anche essere decisivi (a favore di chiunque) nella scelta del futuro Presidente.