PROVINCIA. TRA 2 SETTIMANE  400 TRA CONSIGLIERI E SINDACI  RIVOTANO, ECCO COSA PUÒ ACCADERE

PROVINCIA. TRA 2 SETTIMANE 400 TRA CONSIGLIERI E SINDACI RIVOTANO, ECCO COSA PUÒ ACCADERE

28 Maggio 2022 0 Di La redazione

Sabato 11 giugno le elezioni parziali per il Presidente della Provincia che interesseranno gli amministratori di 29 comuni. Ma sul voto continuerà ad aleggiare il verdetto del Consiglio di Stato

Si rivota per eleggere il Presidente della Provincia di Avellino. Ma potrebbe addirittura non bastare. È la kafkiana vicenda maturata a Palazzo Caracciolo in seguito alle irregolarità nelle procedure dello scorso 18 dicembre accertate dal Tar. A vincere, con uno scarto sottilissimo, in quella circostanza fu Rino Buonopane. Il tribunale amministrativo ha stabilito, tuttavia, che non dovevano essere raccolti i voti, fuori provincia, di due consiglieri ricoverati non per Covid.

Politicamente quelle preferenze hanno favorito il sindaco di Montella su Angelo Antonio D’Agostino, ma poiché il voto è segreto i giudici hanno ordinato di ripetere le elezioni nelle due fasce di rispettiva appartenenza (B e D, vedi elenchi sotto). Il risultato è stato il richiamo alle urne per 30 comuni, scesi nel frattempo a 29 dopo il commissariamento di Gesualdo.

La data fissata dal vicepresidente in carica, Costantino Giordano, dopo il rigetto della sospensiva, è quella del’11 giugno, vigilia di voto e giorno di silenzio per le comunali. Oltre ai sindaci si esprimeranno nuovamente i consiglieri, circa 100 persone nella fascia dei 6 grandi comuni: Ariano, Atripalda, Mercogliano, Monteforte, Montoro e Solofra; sono altri 300 i consiglieri e sindaci della fascia piccoli comuni.

A conti fatti sono in palio e da assegnare circa 20.800 voti ponderali per la fascia B e 20.000 preferenze nella fascia D. Angelo Antonio D’Agostino parte avvantaggiato in quelle fasce in cui si è già votato e il risultato è cristallizzato (fasce A,C,E), il sindaco di Montefalcione è qui avanti di circa 3.400 punti.

Ovviamente nulla è scontato. Neppure il fatto che il ri-voto possa scrivere la parola fine visto che il ricorso al Consiglio di Stato, nel merito, non è stato ancora discusso nè fissato. Chiunque vincesse o perdesse, dopo le nuove elezioni parziali potrebbe essere ancora riabilitato da un Tribunale. Può accadere di tutto: tranne le dimissioni in blocco di Presidente e consiglieri per l’azzeramento totale e ridefinizione certa della vicenda. Quello sì sarebbe stato, sin dall’inizio di questa storia kafkiana, un bel segnale di buona politica.