PROLOGO AL VELENO!

PROLOGO AL VELENO!

1 Febbraio 2018 0 Di Norberto Vitale

Sfusi, a pacchetti e in confezione regalo. Sono i veleni a tenere banco in questo prologo di campagna elettorale che vengono distillati, con vario stile, da quanti sono stati rimbalzati, in molti casi senza neanche lo straccio di una spiegazione, dalle liste di partiti a cui da oggi, in fondo in fondo, appartengono un po’ meno. Curiosamente si attenua la bagarre in casa del Partito Democratico, sale invece altissima quella in Forza Italia e nella coalizione di centrodestra. Spiccioli ce ne sono anche nell’universo 5Stelle che hanno fatto le Parlamentarie, ma sono trascorsi quindici giorni e non si sa come son finite: si è capito che Di Maio, dopo aver aperto l’arena ai concorrenti, alza o abbassa il pollice a seconda dei nomi che scorrono sugli elenchi.


“Metodi direi camorristici” dice la De Girolamo dopo che il suo nome da capolista era stato cancellato dalla Campania. Sanato l’agguato con un posto sicuro in Emilia, si è affrettata a precisare: “Camorra? Volevo dire di un metodo culturale” per finire, in nottata, con “Basta polemiche, proviamo a vincere!”.
Non fa contorsioni Franco Di Cecilia, eppure mai come in questa tornata, dopo tante candidature di servizio, poteva essere la volta buona. Con stile, “e senza rancore”, va al sodo: “Temo che i partiti, soprattutto il mio, debbano necessariamente toccare il fondo per ripartire”.
Ma perché si è toccato il fondo? La spiegazione di Franco D’Ercole, personalità storica della destra irpina oggi in Fratelli d’Italia, sta tutta “in una legge elettorale infame”. Nel caso anche infamante se consente ai capi di imporre Massimiliano Carullo che con quelle storie di militanza c’entrerebbe come cavolo a merenda.
Nel Partito Democratico, il cerchio lo chiude Davide Ermini, che da commissario per mesi si è districato in una gabbia di matti. A chi continua a rivendicare il ferito orgoglio, replica con una onesta e risaputa verità: “Il Pd irpino ha pagato l’assenza di una forte classe dirigente”.