PRESIDENTE D’AMELIO, APPENA PUÒ SI VOLTI ANCHE DALL’ALTRO LATO

PRESIDENTE D’AMELIO, APPENA PUÒ SI VOLTI ANCHE DALL’ALTRO LATO

12 Giugno 2019 1 Di Sandro Feola

Ci scusi tanto, Presidente, ma avremmo alcuni rilievi da muoverle.

1 – Il primo si riferisce ai festeggiamenti pro Festa di Piazza Libertà, che lei ha commentato in un’intervista rilasciata ad OrticaLab con un tono – almeno così lo abbiamo percepito – che ci ha ricordato tanto quelli controproducenti della campagna elettorale della “coalizione Cipriano”: un misto di supponenza e altezzosità che – ci permetta – poco si confà ad un partito che si dice “democratico”.
Domenica sera in piazza Libertà non abbiamo avuto la percezione della presenza di militanti di formazioni neo naziste, né della manovalanza organizzata di un qualche clan locale. Erano uomini e donne, tantissimi anche del Pd, che hanno partecipato alla campagna elettorale con la stessa passione che ha mosso i sostenitori del suo Luca. Persone che festeggiavano con uno “stile” molto simile a quello che – non so se ricorda – caratterizzava le feste dell’Unità di una volta.
Lo sappiano, parliamo d’altri tempi e di altri Pd, ma ci tolga una curiosità: se avesse vinto Cipriano come avreste festeggiato? Con un ricevimento allo Sheraton, con tartine, champagne e caviale e la musica soave dell’orchestra del ‘Cimarosa’ ?

presidente provincia avellino2 – Lasci stare la Provincia, gentile Presidente. La vittoria di Biancardi segue quella di Gambacorta. Se lo ricorda? Paolo Foti perse pur avendo sulla carta numeri più che sufficienti. Non le è mai venuto il sospetto che se il Pd perde una volta, due volte, tre volte, la colpa non può essere sempre degli altri? Non le è mai venuto il sospetto che probabilmente il suo partito e il centrosinistra dovrebbero superare la logica per cui le scelte sono sempre meno in sintonia con elettori e iscritti e sempre più con quella dei capicorrente?
Contro Vignola hanno votato tutti gli amministratori che si sono rotti le scatole di non contare una cippa nelle scelte dei candidati. Quei sindaci che hanno la consapevolezza della rappresentanza e che le scelte, pertanto, non le vogliono più subire, ma ogni tanto anche determinare.

luca cipriano3 – Il governo regionale non si è tenuto “distante dalla mischia”. Nella mischia ci è entrato mani e piedi, “a gamba tesa”, come ha detto il neo sindaco. E ha puntato tutto su Cipriano, senza, però, metterci la faccia. Questo dato – ci rifletta un attimo – la dice lunga sul livello di consenso “spontaneo” che ha questo Pd. Pensi quale sarebbe stato il risultato se l’apparato regionale davvero non si fosse mosso a supporto del suo Luca. L’epilogo sarebbe stato non solo deludente, com’è stato, ma anche tragico.
E pensi, poi, che se non fosse stato per la presenza in lista degli ottimi Ettore Iacovacci e Nicola Poppa, che non sono tesserati democrat, il suo PD di “via Tagliamento” sarebbe passato da un risultato spiacevole ad uno poco più che ridicolo.

E allora Presidente, lei che è davvero uno di quei politici che merita rispetto, di quelli che i ruoli se li sono conquistati sul campo, uno ad uno, dando rappresentanza reale al proprio territorio, risparmi ai suoi elettori e a se stessa reazioni ascrivibili, tutt’al più, ad una faziosità qualunque. Quella di chi guarda sempre e solo in una direzione. Si volti anche da quell’altro lato. Vedrà che la realtà è diversa da come gliela raccontano e da come lei stessa la racconta. Vedrà pure che gli elettori se ne sono accorti da un po’ di tempo e che ormai, gentile Presidente, non vi credono più.