PRESIDENTE D’AMELIO, LASCI PERDERE

20 ottobre 2018 0 Di Sandro Feola

Gentile Presidente, lasci perdere i Cinque stelle. Vede, hanno quasi tutti la caratteristica di avere una sfacciata disonestà intellettuale, che in molti casi deriva dalla consapevolezza – non poco meschina – che menando il can per l’aia il “mo-vi-mento” possa avere un ritorno elettorale assicurato. E i cittadini – anche perché privi di un’alternativa credibile – non vanno troppo per il sottile: non hanno né pazienza né voglia di approfondire i temi della politica, di entrare nel merito delle questioni. Complice una crisi durissima che ha colpito, purtroppo, chi era già debole, e ora, fortemente provato, non vuole sentire ragioni, e ha solo voglia di seguire pedissequamente chi fa la promessa più clamorosa, chi imbraccia la forca più lunga, chi allestisce la ghigliottina più tagliente, ignaro che prima o poi, come insegna la storia, ci finirà sotto.

Rosetta D’Amelio con Sergio Mattarella

Lasci perdere, Presidente. Lei ha una autorevolezza che non le deriva tanto dal ruolo che ricopre, ma dall’essere stata sempre espressione di comunità che hanno riconosciuto il valore di un impegno improntato al servizio, premiandola con con un consenso costantemente significativo. E forte di questa autorevolezza – e perché no, anche del ruolo che ricopre – agisca affinché il Pd si persuada che la risposta migliore a questo populismo è rifondare – per certi versi “rivoluzionare” – il soggetto politico del quale, in Irpinia, di fatto, ne è la leader.

Il populismo si alimenta non solo delle difficoltà economiche e della paura del diverso, ma anche della inevitabilità di una scelta. Perché gli elettori sono stati chiamati a optare tra chi ha saputo evidenziare le innegabili degenerazioni della classe politica promettendo redditi senza sforzo, e chi dall’altro ha dato – e dà ancora – l’idea di chi è interessato alla gestione del potere fine a se stessa. E lo fa riproponendo sempre le facce di coloro che hanno gestito e non sono mai paghi; quelle stesse facce che ripropongono metodi che possono pure essere infiocchettati e vestiti di belle parole come unità, coesione, alleanza, ma dei quali i cittadini percepiscono a distanza la puzza di stantio, di compromesso al ribasso, di conservazione, di “reazione” alla pretesa di cambiamento che viene in larga parte sopratutto dalle nuove generazioni.

Presidente, lasci perdere. Non solo i cinque stelle. Lei ha l’autorevolezza per avviare in Irpinia un’opera di riedificazione del PD inevitabilmente lunga e faticosa. Lasci perdere le alchimie correntizie e le unità di facciata. Dia un senso ad una segreteria fatta, in buona parte, da giovani volenterosi, ma calati in un pantano nel quale annaspano scompostamente. Lasci perdere e cominci a far sì che anche il suo partito trasmetta  l’autenticità che le è propria.