PREMIO “IL BORGO ITALIANO 2021” SEZIONE EDITO ALL’IRPINO PASQUALE GALLICCHIO

PREMIO “IL BORGO ITALIANO 2021” SEZIONE EDITO ALL’IRPINO PASQUALE GALLICCHIO

5 Luglio 2021 0 Di La redazione

Pasquale Gallicchio vince la sezione Edito del Premio Letterario Il Borgo Italiano con il romanzo “Niente è perduto per sempre” di Delta 3 Edizioni. “Un motivo di orgoglio per aver portato il nome della mia comunità e dell’Irpinia a un premio nazionale. A Lanzo Torinese porterò il messaggio della nostra terra”.

 

 

 

 

 

Premio Letterario Il Borgo Italiano 2021, Pasquale Gallicchio vince nella sezione edito con il romanzo “Niente è perduto per sempre” (Delta 3 Edizioni)

Gallicchio: «È la conferma di tanti lettori che hanno apprezzato l’opera. Un motivo di orgoglio per aver portato il nome della mia comunità e dell’Irpinia a un premio nazionale»

Il romanzo di Pasquale Gallicchio “Niente è perduto per sempre” (Delta 3 Edizioni) vince la sezione Edito del Premio Letterario Il Borgo Italiano che ha come scopo la promozione e la divulgazione della letteratura italiana che fa riferimento ai piccoli centri italiani definiti comunemente “borghi”.

Con nota ufficiale della giuria presieduta da Bruno Gambarotta, scrittore, giornalista e conduttore televisivo e radiofonico, l’esito è stato comunicato a Pasquale Gallicchio nella giornata di sabato sera.

«Questo premio rappresenta molto – commenta il giornalista e scrittore Pasquale Gallicchio – perché è una vittoria che condivido con la mia comunità e l’Irpinia che ho avuto l’onore di rappresentare durante tutta la durata della selezione. Un grazie a tutti coloro che si sono mobilitati per sostenermi tramite social e telefonate che ho ricevuto. Il Premio Letterario Il Borgo Italiano è un premio dedicato ai piccoli paesi, un tema a cui ho sempre legato anche tante iniziative per la difesa e la loro valorizzazione. Credo che scrivere dei borghi sia un modo per dedicare attenzione e alimentare quella necessaria riflessione sul presente e sul futuro anche alla luce di ciò che è accaduto con la pandemia. Il 17 luglio sarò in Piemonte, nel meraviglioso borgo di Lanzo Torinese, nei pressi della Città Metropolitana di Torino per ritirare il premio. Ancora una volta ringrazio i miei lettori, Silvio Sallicandro e tutti coloro che lavorano per la casa editrice Delta 3».

«Il Premio Letterario “Il Borgo italiano” è in linea con la mission delle nostre edizioni: far conoscere gli autori e il loro territorio creando un ponte tra realtà locali. Pasquale Gallicchio è tra quelli che da sempre ha magnificato la sua terra, l’Irpinia, attraverso una “vis” narrativa che scava nel profondo, per far emergere quel patrimonio culturale, pregno di storia e società – dichiara Sallicandro»

 

IL ROMANZO

Il romanzo tratta del non facile rapporto tra un padre e un figlio nello scenario di una comunità di un piccolo paese irpino alle prese con le difficoltà del presente e le incertezze del futuro

Racconta di Giuseppe, giovane bancario irpino, costretto a lasciare Milano dov’è emigrato da trent’anni, per ritornare in paese, a Bisaccia, posto sulla dorsale appenninica meridionale, per accudire Luigi, il padre affetto da Alzheimer.

Il loro rapporto, reso difficile da un duro scontro generazionale che li ha divisi per diversi anni, viene rimesso in discussione proprio dalla malattia e dalla presenza di Dora, primo amore del padre che diventa perno fondamentale del romanzo.

Giuseppe durante la permanenza nella sua abitazione, trasformata dalle mode post terremoto, si rende conto che ha di fronte un padre che non conosce. Infatti, la lontananza ha messo troppo spazio tra loro due.

Si riavvicinano grazie alle passeggiate in paese e nella condivisione dei momenti più gravi della malattia.

Inoltre, l’impatto con la comunità, ricostruita dopo il terremoto del 23 novembre 1980 a cui Giuseppe non ha assistito, riaccende in lui vecchi ricordi. Il suo diventa un continuo viaggio nella memoria.

Andando a passeggio per le strade insieme al padre si ripresentano storie i cui protagonisti, spesso legati alla sua infanzia, non ci sono più, sostituiti da coloro che arrivano dalle città, avendo scoperto nei piccoli paesi una migliore qualità della vita.

Giuseppe riscopre così quel che rimane del paese dopo la ricostruzione.

I luoghi gli parlano, il contatto con la natura gli trasmette la voglia di trovare per motivo per non partire più. Vive nuovi incontri. La bellezza del paesaggio lo riconquista, ma nello stesso tempo è colpito dallo spopolamento delle strade, una volta abitate.

Di fronte a tutto ciò si interroga sul futuro dei piccoli paesi. Ne nasce una profonda riflessione e nello stesso tempo un intenso conflitto.

 

Pasquale Gallicchio è nato a Bisaccia il 27 luglio 1967. Non ha mai lasciato il suo paese posto nel cuore dell’Alta Irpinia, in provincia di Avellino. È giornalista professionista dal 2005. Nel 2000 collabora al documentario “La Terra è fatta così” del regista Gianni Amelio sul terremoto del 1980 in Irpinia. Nel 2001 fa parte del coordinamento editoriale per la pubblicazione della Cgil Avellino “L’occupazione delle terre in Alta Irpinia 1945-1950” con la prefazione di Sergio Cofferati. Nel 2006 cura la raccolta “Difendiamo la Costituzione” con la prefazione del Presidente del Senato Nicola Mancino, l’introduzione del professore Pietro Ciarlo e gli interventi di dieci presidenti di regioni italiane (Delta 3 Edizioni). Nel 2007 pubblica un saggio di politica “Passaggio democratico” con l’introduzione di Walter Veltroni (Delta 3 Edizioni). Nel 2009 partecipa alla raccolta “Versi per il Formicoso”. Nel 2014 l’esordio con il primo romanzo storico TERRA (Delta 3 Edizioni). Nel 2016, con la stessa casa editrice, esce la raccolta di racconti brevi LA CURVA. Nel 2019 due suoi racconti vengono inseriti nell’antologia nazionale “Ali Spezzate” per una iniziativa contro la violenza sulle donne. Nel 2020 è tra gli autori di una pubblicazione a scopo benefico intitolata “Tempo sospeso. Nello stesso anno pubblica il secondo romanzo “Niente è perduto per sempre” (Delta 3 Edizioni).