POST SCRIPTUM. UN VOTO SUL PASSATO ?

POST SCRIPTUM. UN VOTO SUL PASSATO ?

27 Marzo 2019 0 Di Norberto Vitale

Le reazioni alla decisione del prefetto Priolo di scegliere il piano di riequilibrio risentono e non poco della piega che ognuno intende sin d’ora dare alla propria campagna elettorale per il comune di Avellino.

Quelli che contestano la decisione dei commissari, convinti che la dichiarazione di dissesto sarebbe stata la strada maestra per consentire ad Avellino di poter ripartire davvero, sin d’ora la utilizzano per denunciare il fallimento di una classe amministrativa che va da Pino Galasso a Paolo Foti: dissesto o non dissesto, il 26 maggio prossimo gli avellinesi sanno chi ringraziare per i sacrifici a cui sono chiamati.

Quelli che nella decisione dei commissari vedono confermate le proprie ragioni, comprese quelle di aver gestito con responsabilità la funzione di amministratori, insistono sulla strumentalizzazione politica del dissesto, usata irresponsabilmente come arma elettorale e a danno, prima ancora che dell’avversario, dei cittadini a cui il fallimento del comune avrebbe fatto pagare un pezzo doppio se non triplo rispetto a quello che già paga.

Anche da quanto abbiamo ascoltato ieri a StudioSera dai nostri ospiti, si capisce che il tema prevalente della campagna elettorale sarà fondato sulla richiesta di un voto sul passato piuttosto che su una proposta programmatica e politica nella quale, ferme restando le vere o presunte responsabilità precedenti, si dica ai cittadini cosa si intende fare e come farlo, per accorciare i tempi dei sacrifici. E’ vero che c’è poco da festeggiare, ma non applicarsi a ricavare dallo spiraglio che offre il piano di riequilibrio opportunità che la dichiarazione di dissesto avrebbe cancellato del tutto, sarebbe la più irresponsabile delle campagne elettorali.