POST SCRIPTUM. PORTE GIREVOLI E VIAGGIATORI IN DISGUIDO

POST SCRIPTUM. PORTE GIREVOLI E VIAGGIATORI IN DISGUIDO

7 Agosto 2018 0 Di La redazione

Dovremmo fare possibilmente a meno di coltivare il rimpianto. C’è un dato antropologico ricorrente nella nostra biografia: saremmo portati a rimpiangere il passato anche quello più imbarazzante e nefasto di fronte ad un presente che tradisce ampiamente se non spudoratamente le attese. La sintesi è una scritta comparsa su un muro del Lungotevere a Roma dopo la Liberazione, nel 1944: Aridatece er puzzone. Così i romani chiamavano Mussolini, anche quando era in auge. Non c’era cibo, scarseggiava di tutto e fu quello un messaggio al governatore di Roma, il colonnello Charles Poletti, quello che in Sicilia aveva nominato centinaia di sindaci indicatigli dalla mafia. Il Puzzone era il passato ritenuto migliore di un presente che ti affamava come e più di prima. Poletti, meno chiacchiere e più spaghetti, fu la seconda scritta che chiarì il senso della prima. L’anno scorso, un sondaggio della Swg, ci ha fatto sapere che il 23% degli elettori italiani ritiene che 4-5 anni di dittatura non potrebbero che farci bene. Un quarto degli italiani adulti pensa sia necessario un qualche uomo della Provvidenza. Tornando alle cose di Avellino. Il fallimento più ricercato che procurato dell’avventura pentastellata ridarebbe corpo, ed anche una qualche ragione, a chi dovesse rimpiangere il passato e ammettere di aver sbagliato sul futuro. Entrambe le conclusioni, considererebbero l’esperienza grillina una parentesi. Viaggiatori in disguido, col biglietto sbagliato sul treno sbagliato. E poi comincerà un’altra storia.