POST SCRIPTUM: L’ESPERTO MONDIALE DI AUTO-COMPLOTTI!

POST SCRIPTUM: L’ESPERTO MONDIALE DI AUTO-COMPLOTTI!

14 Agosto 2018 0 Di Norberto Vitale

Sul complotto in atto per affossare il sindaco di Avellino interviene un riconosciuto esperto mondiale come Carlo Sibilia, per il quale i gruppi di opposizione stamattina proditoriamente hanno chiesto al presidente Mattarella di revocargli l’incarico di sottosegretario all’Interno. Colgo l’occasione per offrire solidarietà a Sibilia: non va sollevato, andrebbe invece promosso ministro, carica alla quale anche Gubitosa non sfigurerebbe. In questo modo, da solo saprebbe risollevare le sorti dell’editoria italiana. Nelle redazioni di tutta Italia lo chiamano impietosamente “Il Cazzaro”, le sue stravaganze valgono migliaia di copie e prima o poi conquisterà anche un posto nella Settima Enigmistica nella nuova rubrica: falso o falso.

Dallo sbarco sulla luna, al quale credono soltanto i gonzi come noi, agli ogm, dalle teorie sull’euro ai microchip sotto pelle fino ai celebri matrimoni tra specie diverse pur che consenzienti, questo giovane politico è un portento all’incontrario. A proposito delle “vele” ha parlato appunto della necessità di sventare il complotto in atto contro il governo del cambiamento. Il primo complotto intanto Sibilia se lo è inferto da solo: sulle “vele” hanno storpiato il nome di Preziosi, dando conto della sciatteria che finisce per marchiarli anche quando si apprestano a solenni intraprese. A proposito di sciatteria, faccia caso Sibilia a quanto già gli stanno dicendo: con i soldi delle contravvenzioni stradali, sapevatelo! non potete finanziare feste e giorni di camera.

Il complotto, dunque. L’unico complotto che si intravede, anzi emerge chiaramente, è quello promosso da Sibilia per mandare a casa Ciampi. Lo abbiamo spiegato con dovizia di particolari e di dettagli. A parte la vergogna, sta cosa della gogna mediatica che si è inventato non solo è la conferma, ma è una conferma che accorcia i tempi dello splash down a cui hanno destinato Vincenzo Ciampi.

Il sottosegretario, guai a chi ce lo tocca!, pensa di essere originale  in realtà è il capo degli storditi a cui è rimasto il ricordo della ferraglia politica che si usa in certe occasioni, appunto il complotto. In questo caso è un complotto tutto interno, un putsch in termini tecnici: fanno il colpo di stato dall’interno.

In sedicesimi, è lo stesso complotto a cui gridano Di Maio, Salvini, Giorgetti: le èlite vogliono far cadere il governo; c’è un complotto contro l’Italia.  Stanno facendo ammattire Giovanni Tria, il ministro dell’economia che dice a tutti e tre: state zitti, quando parlate i governi e i mercati vi ascoltano, siate prudenti altrimenti qui mi scappa tutto di mano, soprattutto se poi volete fare insieme flat tax, reddito di cittadinanza, la Fornero. E quelli che fanno? Dicono quel che gli passa per la testa su euro, conti pubblici, Tav, Tap, non si sa bene cosa vogliono fare di Ilva, inventano nuovi ossimori come l’obbligo flesibile sui vaccini e una nuova grammatica, quella salviniana: ha decretato che migrante è un gerundio. In pratica, come giustamente è stato rilevato, per non perdere consenso all’interno, fanno perdere all’Italia credibilità all’estero. E questo lo stanno pagando i risparmiatori italiani: da due mesi, lo spread è salito più di cento punti, questo significa 5 miliardi in più di interesse sul debito pubblico ed altri 3 spalmati su banche e assicurazioni. Complotto?  Storditi a Roma, più storditi ad Avellino!