POST SCRIPTUM. ANSIA DA PRESTAZIONE E SENSO DEL RIDICOLO !

6 agosto 2018 0 Di Norberto Vitale

Tra fondi per il Ferragosto, rappezzi stradali, l’apertura della Bonatti e feste rionali, il sindaco Ciampi e alcuni suoi assessori si sono dati alla pazza gioia. Si sono intestati commenti sostanzialmente inappropriati, appunto, una appropriazione indebita anche con qualche esilarante fuga in avanti.

Il comune di Avellino ottiene 50 mila euro in più dalla regione per le manifestazioni estive? È dovuto al fatto che qualche assessore abbia sequestrato la giunta regionale costringendola ad assegnare la compensazione. Nel darne notizia, l’assessore scrive un assertivo post: “Giudicateci dai fatti”. Ma la notizia è un’altra: la Regione ha dato quelle risorse integrative a tutti i capoluoghi di provincia non a titolo eccezionale o riparatore, semplicemente perché ha rivisto anche su indicazione dei comuni l’entità complessiva dei contributi.

Si riapre dopo 7 anni la Bonatti? Il quartier generale del Movimento si sposta con il sindaco sulla Bonatti per le foto opportunity e filmati che invadono la rete.

C’è il nubifragio: pioggia violenta che finisce in mezz’ora, le squadre comunali si mettono al lavoro. Il sindaco posta un rappezzo di asfalto appena messo e posta a sua volta: “Adesso mi aspetto una valanga di like”.

C’è la festa di Picarelli? Altro post comunale e assessoriale dove il comune dà solo il patrocinio e, come per gli altri anni con altri sindaci, aiuta gli organizzatori pagando i diritti Siae. Come li ha avvertiti anche Tiziana Guidi, fanno diventare speciale, storica, rivoluzionaria ogni cosa a cui mettono mano anche se con le loro mani c’entrano per niente.

Si chiama ansia da prestazione. E’ un disturbo psicologico che si manifesta al lavoro, nello sport, quando si devono sostenere esami, anche nelle attività sessuali. Ne soffre chi non ha sufficiente autostima. Ha continuamente bisogno di riconoscimenti esterni per provare ad avercene un poco. E’ questa la variante più nobile di quell’altra che volgarmente va sotto il nome con cui venivano chiamati quelli che vendevano pere cotte nelle feste paesane che ha finito per identificare chi non è, e lo dimostra, all’altezza del compito affidatogli.

C’è una terza variante, ancora più perniciosa: come la lumachella della vanagloria di Trilussa, chi vive di superbia e illusione fino a diventare patetico. Quelli che guardando la propria bava lasciata sul millenario obelisco, immaginano che così avranno lasciato la loro impronta “ne la Storia”.

Ansia da prestazione. Ci può stare, ma bisogna superarla e c’è un solo antidoto: recuperare il senso di realismo a scapito del senso del ridicolo.