POST SCRIPTUM – 30 APRILE – OGNUNO PER SÉ, DIO PER TUTTI!

POST SCRIPTUM – 30 APRILE – OGNUNO PER SÉ, DIO PER TUTTI!

30 Aprile 2019 0 Di La redazione

La campagna elettorale è partita ma ancora non decolla. Nell’attesa ci consoliamo con temi di risulta quelli che hanno infiammato i giorni precedenti e successivi alla presentazione delle liste, destinati a cedere il passo al confronto diretto che si preannuncia anche infuocato tra i sette candidati alla carica di sindaco di Avellino.

Temi di risulta rispetto a questa attualità che sta per irrompere ben che sono proprio questi che finiranno per plasmare una campagna elettorale che ad Avellino possiamo anche definire referendaria.

Con il loro voto i cittadini sceglieranno il sindaco ma anche quale Partito Democratico premiare o affossare: quello di via Tagliamento o quello di chi un po’ è stato messo in condizione di andarsene e un po’ se ne voleva andare. Sceglieranno anche a chi spetta la guida del centrodestra tra Forza Italia e Lega e qualcosa diranno gli elettori anche sulla scissione di fatto consumata da Maurizio Petracca nel campo dei Popolari. Non che gli avellinesi ardano dal desiderio di emettere questi verdetti, ma alla fine il loro voto assumerà anche questa valenza.

In attesa del decollo, sgombriamo il campo da una parola: coalizione.

Non ci sono coalizioni nella campagna elettorale di Avellino. Sono state raggiunte intese che non descrivono un campo politico. E’ forse un campo politico di centrosinistra quello che mette insieme il Partito Democratico e Petracca, al quale si associa Gargani e che apre le sue porte a Iacovacci e Poppa? Non scandalizza naturalmente l’intesa che ha prodotto questo risultato, ma sostenere che questo è il centrosinistra fa sorridere quando non provoca anche qualche brivido.

E’ appena un po’ più coerente l’intesa tra Forza Italia e Dino Preziosi, ma davvero c’è qualcuno che può sostenere che questa è una coalizione di centrodestra?

Le intese, a differenza delle coalizioni, nascono più dalla necessità che da un progetto per governare e sono sempre meno vincolanti. E’ come prendere lo stesso treno nella stessa stazione ma poi ognuno può scendere alla fermata che più gli aggrada. Non vi è cioè un punto di arrivo condiviso: si parte e poi Dio provvede. Quando si fanno le intese, che sono fondate sull’accordo tra persone prima che tra soggetti politici, e dunque soggette a vincoli molto sfumati, si tenta di costruire il presente senza alcuna responsabilità rispetto al futuro. Quando l’intesa naufraga, sul campo resta niente e riparte l’ennesima giostra.