POLITICHE SOCIALI, PROCEDURA DI COMMISSARIAMENTO PER L’AMBITO TERRITORALE DI AVELLINO

POLITICHE SOCIALI, PROCEDURA DI COMMISSARIAMENTO PER L’AMBITO TERRITORALE DI AVELLINO

20 Luglio 2021 0 Di La redazione

(Comunicato stampa regione Campania). Nella riunione di Giunta di oggi si è proceduto all’avvio del procedimento di commissariamento dell’Ambito Territoriale A4 (Avellino). Si è preso atto del fatto che dopo tre anni dalla costituzione dell’Azienda consortile non si è ancora proceduto alla nomina degli organi statutari. E ad oggi non è stato ancora presentato il Piano di Zona. “Il benessere dei cittadini – dichiara l’Assessore alle Politiche Sociali Lucia Fortini – è nostro primo e unico impegno. Non si può consentire che non vengano date risposte alle persone più fragili. Abbiamo dato tempo e risorse a quest’Ambito, e il procedimento di commissariamento è inevitabile”.

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Il tema da tempo ha assunto i connotati dello scontro politico, in cui la Regione è intervenuta oggi in maniera incisiva rispetto a rallentamenti solo in apparenza burocratici: dalla normina del Direttore Generale alla sostituzione dei membri del Consiglio d’amministrazione per la nascita dell’Azienda Consortile.  Oltre ad Avellino fanno parte del raggruppamento altri 16 comuni: Altavilla Irpina, Capriglia Irpina, Cervinara, Chianche, Grottolella, Montefredane, Petruro Irpino, Pietrastornina, Prata di P.U., Pratola Serra, Roccabascerana, Rotondi, San Martino V.C., Torrioni, Tufo.

Il sindaco di Avellino dal canto suo ha sempre respinto la tesi dei servizi negati rispetto ai contrasti.

Uno sdoppiamento dell’ambito tra Avellino capoluogo e paesi dell’hinterland è una decisione che, da più parti, è stata invocata come definitiva soluzione del problema, magari anche con accorpamenti con centri già esistenti; ma non sembra essere la volontà di Palazzo Santa Lucia che ha sempre legato gli ambiti ai distretti sanitari.

Sulla erogazione dei nuovi servizi – perchè il Cda ha recentemente approvato le vecchie annualità – bisognerà capire come concretamente la regione intenda organizzare il sistema. Un sistema che potrebbe finire al centro di ricorsi amministrativi, oltre che dinanzi al Giudice del lavoro dove si attende la sentenza del ricorso rispetto alla nomina del Direttore generale. Recentemente, inoltre, la sostituzione di due membri nel Cda non era stata ratificata con la mancanza del numero legale per via di scontri politici tra fazioni contrapposte tutte rientranti nel Partito Democratico.

Come la regione organizzerà il sistema è ora l’interrogativo.