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POLITICHE E CENTRODESTRA, ROTONDI: “DA BERLUSCONI INDICAZIONE PER CANDIDARE DONNE DELLA SOCIETA’ CIVILE”

Spazio alle donne della società civile. Questa l’indicazione data da Silvio Berlusconi a chi ha il compito di comporre ed approvare le liste per le politiche del 4 marzo. La stessa indicazione recepita e sostenuta a livello regionale nel centro destra da Stefano Caldoro. Le stesse indicazioni che nel collegio di Ariano – Alta Irpinia stanno provocando discreti malumori tra chi preferirebbe la presenza massiccia nelle liste di politici “puri”. La linea guida indicata da Arcore viene ribadita dall’ex ministro, l’irpino Gianfranco Rotondi, ad oggi leader di Rivoluzione Cristiana, federata con Forza Italia: “Questo quanto indicato da Berlusconi – spiega – ma se, come nel caso dell’Irpinia, il senatore Cosimo Sibilia o comunque i vertici del centrodestra rilevassero altre esigenze o fossero di parere divergente i margini di discussione ci sono sempre”. Ma secondo l’ex ministro per l’attuazione del programma del quarto governo Berlusconi alle prossime elezioni di marzo i nomi dei candidati non saranno un valore aggiunto per i partiti: “La gente è stanca e destabilizzata – continua Rotondi – alla ricerca di realtà forti e senza eccessivi strappi interni. E non è certo il caso nè del Pd nè dei Cinque Stelle. Non è un caso che i sondaggi diano vincitore  il centrodestra. Ma più che i sondaggi sono i numeri storici a parlare – spiega ancora Rotondi – già 22 anni fa quando ero parte attiva della politica, anche irpina, il centrodestra si imponeva con il 40% dei consensi. Il restante 60% dovrebbe dividersi tra Pd, Cinque Stelle, e Leu. Anche se il Pd che si attesta tra il 31 ed il 33 % avesse il 5% degli alleati si attesterebbe sul 38%. Dunque un testa a testa con il centrodestra che, in questo momento, si dimostra più stabile. Nessun nome conta più della forza dei partiti quando i cittadini li percepiscono in grado di prendere il paese sulle spalle”. Più che buoni politici, secondo Rotondi, i partiti devono dotarsi di uomini e donne che sappiano stare in parlamento, che sappiano cosa vuol dire governare. E, ad Avellino, le politiche potranno influenzare le comunali? Anche qui Rotondi è categorico: “Avellino può aspettare e sperare qualcosa solo dalla società civile – conclude – non vedo partiti applicati sul benessere della comunità. Da tempo sono lontano dalle mie origini ma mantengo rapporti stretti con la mia gente e so cosa lamentano gli avellinesi negli ultimi anni. Auspico, dunque, che sia un esponente del vivere civile a trainare il Comune così chè i partiti non potranno fare altro che accodarsi”

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