PLAY-OFF, MALELINGUE E L’IMPRESA ECCEZIONALE DELL’US AVELLINO

PLAY-OFF, MALELINGUE E L’IMPRESA ECCEZIONALE DELL’US AVELLINO

30 Giugno 2020 0 Di Leonardo D'Avenia

Contro ogni resistenza, contro ogni malalingua, contro ogni voce, da corridoio o da tastiera, l’Avellino è partito unito e compatto alla volta di Terni, per l’attesissima sfida play-off contro le Fere.

Insomma dal portiere all’attaccante, tutti presenti e arruolabili da mister Capuano. Tutto rientrato dunque, con buona pace di chi quotidianamente cerca con insistenza, e sinceramente senza capirne le motivazioni, di trovare il marcio in qualsiasi tematica legata alle sorti dell’Us Avellino, in una piazza nella quale se parli bene, sei di parte o addirittura prezzolato, se parli male invece sei nel giusto, perché dici e porti a galla le verità nascoste.

Ma quali verità? Quelle del chiacchiericcio, del social, del “ti dico io che è così”, oppure dell’“insabbiamento” in stile guerra fredda. Poi ci si ritrova a riempirsi la bocca con frasi del tipo “lo facciamo per il bene dell’Avellino”, senza rendersi conto che il bene, quello vero per l’Avellino, lo si fa senza innescare micce, senza puntare il dito, anche perché il tempo ha dimostrato che tutte le micce sono state disinnescate, e che soprattutto si puntava il dito nella direzione sbagliata.

Si vuole davvero il bene dell’Avellino? E allora si badi a fare il tifo e stare vicino a questa squadra e a questa società che ha dimostrato con i fatti il suo valore. Ma purtroppo, bisogna anche capire, che negli ultimi anni ci si è abituati a dover convivere con presidenti che si comportavano da padri-padroni, o con altri che si celavano dietro un silenzio agghiacciante. Così come ci vorrà tempo per riportare l’Avellino lì dove conta, ce ne vorrà anche per iniziare a remare tutti dalla stessa parte, senza necessariamente pretendere o avere qualcosa in cambio.

L’ambiente è lo stesso, ma l’aria è cambiata e l’Avellino ora deve dimostrare in primis sul campo, e poi sulle tribune che siano stampa o meno di essere all’altezza della situazione. Perché altrimenti si passeranno altre annate a guardare con la rabbia negli occhi, piazze vicine vincere e prendersi le prime pagine, mentre l’Avellino continuerà a dover lottare con i primi demoni. Quindi mettiamoci comodi, sotterriamo le asce di guerra, vere o di cartone, e facciamo il tifo per il lupo, come sempre solo ed esclusivamente per il bene dell’Avellino, ma davvero.