PIZZA A UN PASSO DALLA VITTORIA E L’ANATRA ZOPPA CHE PROMETTE MALE

11 giugno 2018 0 Di Sandro Feola

Il dato più importante che è emerso dalle urne di Avellino è la vittoria del centrosinistra. A prescindere dal risultato del ballottaggio, la coalizione, infatti, avrà come minimo la metà dei seggi a Palazzo di città. Un risultato che smentisce le forze politiche e tanti commentatori impegnati, in questo primo mese di campagna elettorale, a puntare il dito contro quella che, a più riprese, hanno definito un’ammucchiata di potere. A quanto pare, gli elettori hanno, invece, apprezzato lo sforzo insito nella stessa compagine per fare sintesi tra le diverse anime del centrosinistra ed evitare, quindi, spaccature che avrebbero ulteriormente frammentato e impoverito la vita politica cittadina.

Nello Pizza

Nello Pizza, che è la figura intorno alla quale si è costruita questa unità, è a un passo dalla vittoria. Vero è che l’avvocato ha preso 10 punti percentuali in meno delle liste che lo hanno appoggiato, ma è una differenza determinata,a nostro avviso, più per il suo non essere già noto alla vita amministrativa cittadina che per una discordanza degli elettori con la sua visione sulla città. Circostanza, questa, che mette a luce il limite di alcune analisi che vorrebbero gli elettori meglio disposti alle espressioni della cosiddetta società civile che all’esperienza maturata sul campo della vita politica e gestionale. Probabilmente la comunicazione di Pizza (ma è facile con il senno di poi) avrebbe fatto meglio ad evidenziare la sensibilità politica del candidato più della “distanza” con le liste che lo hanno sostenuto, molte delle quali, come è noto, hanno “sopportato” Foti al comune per 5 anni.

Ora, nonostante Pizza sia davvero a pochi metri dalla stanza più importante di Palazzo di città, il centrosinistra non deve fare l’errore di sottovalutare il ballottaggio, che – si sa – è una partita per molti aspetti diversa dal primo turno. Che non significa, però, completamente indipendente dalla prima parte della competizione elettorale. Se è vero che sul secondo turno possono pesare di più gli orientamenti politici degli elettori, è altrettanto vero che possono ancora fare la differenza le liste e i candidati, impegnati ora a dare evidenza alla figura di Pizza e ad evitare alla città una fase di ingovernabilità (anatra zoppa) che sarebbe dannosissima in termini di efficacia dell’azione amministrativa.

Vincenzo Ciampi

Il ballottaggio per sua stessa natura, tende a mettere in evidenza la figura del candidato. E il confronto che emergerà sarà tra un Nello Pizza che, per quanto mite e riflessivo, ha già dimostrato in molte occasioni di avere notevoli capacità di entrare in sintonia con i cittadini, e un Vincenzo Ciampi che, invece, si mostra non solo poco comunicativo, ma anche caratterialmente poco empatico, per certi versi distante; il confronto sarà tra un Pizza che dimostra di avere adeguata sensibilità politica e piena consapevolezza della realtà e della sua complessità, e un Ciampi così poco attento alle dinamiche della città da promuovere, ad esempio, l’abbattimento del Mercatone, ignorando che da tempo è in itinere un project financing sull’opera.

Tra 15 giorni, insomma, gli elettori saranno chiamati a scegliere tra senso di responsabilità, competenza e quello che, in caso di vittoria dei pentastellati, si profilerebbe come il salto nel buio di un’anatra che, già zoppa, ha fin qui solo starnazzato promesse alle quali, stando ai dati delle altre città, gli italiani credono sempre meno.