PISCIATE MORALISTICHE CONTROVENTO E CONFLITTI DI INTERESSI ALTERNATIVI

PISCIATE MORALISTICHE CONTROVENTO E CONFLITTI DI INTERESSI ALTERNATIVI

24 Aprile 2019 0 Di Sandro Feola

Parafrasando la tagliente espressione di Pietro Nenni, verrebbe da dire, in tempi di terza repubblica irpina, che a fare a gara a fare i moralisti, prima o poi troverai quello più moralista che ti moralizza.

In queste ultime ore, infatti, le bocche di alcuni dei politici nostrani si sono riempite di parole del tipo “conflitto di interessi”, “mani sulla città”, “bande di interessi”, “interessi inconfessabili”. Tutti a sermoneggiare tipo Tomas de Torquemada, con tono severo, fronte corrucciata e sguardo rivolto al cielo. Come se fossero monaci e suore di clausura che hanno passato l’esistenza tra le mura di un convento, lontani dalle tentazioni del mondo; come se alcuni di questi, già prima di essere eletti, non si trovassero in conflitto di interessi in ragione delle attività svolte dai padri, dai figli e da tutti gli spiriti santi che hanno sparsi qua e là negli enti pubblici.

Sia chiaro: è giusto e sacrosanto – e va ribadito ad ogni occasione – che la trasparenza e la legalità nella Pubblica amministrazione debbano essere non solo un punto programmatico di cui far bella mostra in campagna elettorale, ma soprattutto l’impegno concreto, tangibile, dimostrabile di chiunque sia investito dell’onere di amministrare un ente pubblico.

Però, santiddio, certi esponenti di partito che hanno alle spalle più incarichi pubblici ricoperti che anni di impegno politico, e che ora si dicono “alternativi” o difensori a senso unico dell’unità del centrosinistra, risparmino all’Irpinia il ridicolo delle loro pisciate moralistiche. Anche perché a farle controvento, come si usa adesso, rischiano di ritrovarsele addosso. E non c’è dubbio che ciò possa essere davvero molto molto imbarazzante.