PIANODARDINE.UN IMPIANTO PER RICICLARE PALLINI DI PIOMBO E RIFIUTI PERICOLOSI

PIANODARDINE.UN IMPIANTO PER RICICLARE PALLINI DI PIOMBO E RIFIUTI PERICOLOSI

13 Febbraio 2019 0 Di Anna Guerriero

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Avellino – Ipotesi di realizzazione di un nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti in territorio di Pianodardine – Borgo Ferrovia, scatta la mobilitazione dei cittadini. Ancora una volta lo strumento individuato per contrastare questa possibilità è quello della petizione popolare con sottoscrizione indirizzata al Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Avellino, il dottor Rosario Candelmo. L’iniziativa è stata promossa da Alberto Bilotta, ex Consigliere Comunale di Avellino, insieme a Don Luigi Di Blasi, Parroco di Borgo Ferrovia e Pianodardine.

«Noi abitanti di Pianodardine – Borgo Ferrovia – si legge nel testo della petizione che sarà indirizzata al Procuratore –  ancora una volta, siamo costretti a rivolgerci alla Sua persona per evitare che nella nostra zona si aggiunga una nuova iniziativa imprenditoriale tesa ad aggravare il disastro ambientale già consumato con l’Isochimica e lo STIR. Tempo addietro c’è stato un altro simile tentativo, quello d’installare in zona un nuovo impianto per lo stoccaggio ed il trattamento dei rifiuti e fummo costretti a rivolgerci a Lei con un’altra sottoscrizione popolare. Il tutto fu annullato; ma questa volta la questione è ancora più grave perché, da quello che si è appreso, si tratta di un Impianto per riciclare pallini di piombo e per la gestione di rifiuti pericolosi. Nella relazione di accompagnamento è scritto addirittura che è previsto “l’acquisto e l’installazione di un forno di fusione” da installare su un’area del nucleo industriale di Pianodardine. La fusione oltre al piombo interessa anche altri metalli, quali rame, bronzo e ottone. Un impianto pericolosissimo e fortemente inquinante che prevede lo smaltimento e la gestione di circa 10 tonnellate al giorno di rifiuti, inclusi i metalli pesanti innanzi menzionati».

«L’’istanza – si legge ancora – è datata 23 maggio 2018 e mai nessuno da nove mesi ha detto una sola parola e niente è trapelato. Tutto si è svolto sotto traccia, lontano dai riflettori, ed ora siamo quasi arrivati alla fine: il 28 febbraio prossimo è convocata la conferenza dei servizi per esprimere il parere definitivo sull’iniziativa».

«Il processo di risanamento avviato in questa zona – continua la nota di accompagnamento alla petizione – non può essere rovinato perché, eventualmente, chi è preposto a decidere si addormenta o vive senza memoria. Viviamo in questi luoghi, più volte offesi nel passato, e abbiamo resistito continuando ad abitarci, sperando in un recupero delle disuguaglianze dell’ambiente, dei servizi e il conseguente riequilibrio. Il Rettore dell’Università di Salerno, il Professore Tommasetti, crede in Borgo Ferrovia come sede degli studenti fuori sede grazie al Nuovo Sistema di Trasporti, che con l’elettrificazione della rete ferroviaria, in pochi minuti coprirà la tratta Avellino – Fisciano. La Soprintendenza, inoltre, ha avviato la procedura per il vincolo storico sulla stazione ferroviaria di Avellino – Borgo Ferrovia. A fronte di queste due belle iniziative per il nostro territorio c’è chi pensa di continuare ad avvelenarci».

«Ci rivolgiamo a Lei, Signor Procuratore – concludono così i cittadini – perché, così come è stato determinante per la soluzione del problema dell’Isochimica e dello STIR, intervenga altrettanto decisamente per questa nuova bomba ecologica scongiurando così il rischio che venga installata nella zona di Pianodardine – Borgo Ferrovia».