PETITTO, PETRACCA E LA GIACCA DEL COMMISSARIO

PETITTO, PETRACCA E LA GIACCA DEL COMMISSARIO

23 Febbraio 2020 0 Di Sandro Feola

Due candidati di Avellino non possono stare nella lista del PD per le prossime regionali. Neanche due dell’Altirpinia o due del Mandamento. Lo ha detto Rosetta D’Amelio, intervistata da ‘Il Ciriaco’, ben consapevole – supponiamo – delle esigenze di rappresentanza del territorio, ma soprattutto di quella tattica elettorale che indubbiamente la Presidente del Consiglio regionale conosce a menadito. 

Ma andiamo subito al sodo. Nel PD ci sono due pezzi da novanta che aspirano ad occupare un seggio in Consiglio regionale e che risiedono nel Capoluogo: Livio Petitto e Maurizio Petracca. Quest’ultimo è uscente, e gli uscenti vanno sempre ricandidati. Ma Livio Petitto, a differenza di Petracca, è nel Pd da quando Prodi e compagnia decisero di fondarlo. L’onorevole Petracca, invece, è Democrat praticamente dalla settimana scorsa. Ora a voler mettere insieme i pezzi e trarre le conclusioni, ne viene fuori che la posizione della D’Amelio rischia di penalizzare l’ultimo arrivato. I vertici del PD e delle sue innumerevoli correnti, infatti, litigano su tutto, ma almeno su un principio pare siano concordi: il “Partito non può essere un autobus sul quale salire a piacimento”. 

Il PD irpino, tuttavia, è il partito dei paradossi. Il principio di cui sopra, infatti, è stato “proclamato” ad Avellino dall’ex ministro Orlando per “pungere” lo schieramento di cui fa parte Petitto, che com’è noto, alle amministrative ha organizzato e sostenuto liste alternative a quella ufficiale. Involontariamente, però, Orlando ha finito per colpire anche la parte avversa, da poco tempo salita sul “torpedone”. Non molto tempo prima che lo facessero Petracca e i suoi.

E allora il PD come ne esce?  Difficile prevederlo. Rosetta D’Amelio, tuttavia, è una politica fin troppo navigata per non pesare ogni singola sillaba che esce dalla sua bocca. Probabilmente, prima ancora che si conoscano schieramenti e candidati alla presidenza, lei sa già che Petitto e Petracca non correranno nella stessa lista. O forse lo auspica. 

Ma almeno una certezza c’è: la estromissione di uno o dell’altro aspirante candidato sarà di per sé una scelta che contraddirà regole e principi del PD, e con essi tutte le dichiarazioni rese fino a ieri dai suoi esponenti, vecchi e nuovi. D’altronde la incongruenza è propria di questa Federazione per la quale, non a caso, è stata scelta una guida di notevolissimo spessore, ma che – non ce ne voglia l’onorevole Commissario – è immobile come chi ha paura che la giacca che tutte le correnti gli tirano prima o poi finisca per sgualcirsi.