PESCE (CNA) SCRIVE A LA STELLA: “NIENTE PARTITI NELLA CAMERA DI COMMERCIO”

PESCE (CNA) SCRIVE A LA STELLA: “NIENTE PARTITI NELLA CAMERA DI COMMERCIO”

19 Febbraio 2020 0 Di La redazione

Berardino Pesce, consigliere della Camera di Commercio in quota CNA, scrive al Presidente, Oreste La Stella. Ecco il testo della lettera aperta.

Egregio Presidente,
fuori da ogni formalismo, con la schiettezza con cui ci siamo sempre rapportati, sento la necessità, a nome mio e dell’intera Presidenza di CNA Avellino che mi pregio di rappresentare in seno al Consiglio della Camera di commercio, di fare alcune considerazioni sulle Sue esternazioni comparse sulla stampa locale negli ultimi giorni. Ha sentito il bisogno di far sapere che ha deciso di aderire ad un partito politico ritornando in campo dopo trenta anni di impegno non attivo.

Lo annuncia parlando da Presidente in carica della Camera di commercio ergendosi a paladino delle tante imprese tartassate dalla crisi, dalla pressione fiscale, dalla burocrazia e dai gruppi di potere.

Ogni osservatore attento, che mastichi un po’ di politica, capisce che tale posizionamento pubblico, fatto a pochi mesi dalla imminente campagna elettorale, non può, anche se al momento sembra lo escluda, che avere un solo sbocco: una scelta di campo con una probabile Sua candidatura alle prossime regionali. Motiva il Suo nuovo impegno a difesa delle imprese che al momento dovrebbe rappresentare in una funzione istituzionale al di sopra delle parti. Funzione che con la sola dichiarazione di appartenenza ha già perso.

Poi, In quanto alla Sua attenzione ai problemi delle imprese, quando poteva e doveva dimostrarla, in qualità di Presidente della Camera di commercio, non mi pare Lei abbia dato prova di grande considerazione per esse. Come nel caso indicativo dell’aumento dei diritti camerali a carico degli iscritti alla CCIAA di Avellino.

In controtendenza con gli anni precedenti e alle disposizioni nazionali che dal 2015 li avevano dimezzati, nell’ultima seduta di Consiglio dello scorso 10 novembre 2019, ha fatto decidere l’aumento del 20 per cento dei diritti camerali.
Oltre a votare contro al bilancio di previsione 2020, come per giunta fatto negli anni precedenti, io e il consigliere Marinelli (Confesercenti) abbiamo tentato anche la via di far mancare il numero legale, abbandonando l’aula per scongiurare la decisione di applicare l’aumento dei diritti.

Dopo una sospensione di circa mezz’ora però, scesi in campo Lei e i pontieri-astensionisti che hanno richiamato in aula un assente, il Consiglio è ripreso e ha deliberato con due voti contrari, quattro astenuti, tra cui il consigliere richiamato, e otto a favore. Cioè, con il voto favorevole di otto consiglieri sui 27 di cui è composto il Consiglio camerale.
Ha deciso di far deliberare al Consiglio questo aumento profondamente ingiusto e ingiustificato. In questo quadro emerge l’atteggiamento incoerente e contradditorio di chi da una parte, sui giornali, evidenzia le difficoltà oggettive delle imprese e dall’altra impone l’ennesimo incremento di una gabella.

Per quale utilità poi per le imprese irpine?

In buona sostanza, oggi, e ormai da tempo, per far passare i provvedimenti può contare sull’appoggio favorevole di otto/nove consiglieri, qualcuno in più dei componenti della Giunta, più il supporto tecnico degli astensionisti. Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa Ormai le decisioni non sono neanche portate a conoscenza del Consiglio, convocato solo per le sedute ordinarie due volte all’anno.

Ma tornando alla sostanza dei fatti, è bene precisare che la Camera di Avellino annovera circa 45.000 iscritti e può contare su un gettito per diritti camerali per circa 4,1 milioni di euro che, con la maggiorazione deliberata, arriverà a quasi 5 milioni.  L’attuale bilancio della Camera è di circa 6 milioni di euro. Di questi il 50 per cento viene utilizzato per le per attività promozionali (fiere, Vinitaly, ecc) e per progetti speciali (alta formazione, innovazione, ecc.).
Orbene, tenuto conto del fatto che più del 90 per cento dei diritti viene versato da piccoli artigiani (edili, autoriparatori, impiantisti, estetisti, acconciatori, ecc), da piccoli commercianti, da piccoli imprenditori agricoli e da attività di servizi, i quali non sono minimamente toccati dall’interesse di una Camera di commercio tutta concentrata sull’apparire in grandi saloni nazionali e internazionali, con cene di gala, brindisi costosi e pletora di invitati al seguito.
Perché questi costi debbono essere compensati da un ulteriore incremento dei diritti camerali a carico di tutte le partite Iva?

Va bene supportare le “eccellenze irpine”, senza dimenticare, però, che interi settori economici, ampiamente soffocati dalla crisi, avrebbero bisogno anche loro di aiuti e sostegno, come ad esempio il Distretto industriale di Solofra e le altre aree di crisi, o tutti i piccoli imprenditori, che per effetto di norme in evoluzione hanno la necessità di continui aggiornamenti professionali in materia ambientale, sicurezza, corsi di aggiornamento per impiantisti e autoriparatori, corsi qualificanti per le attività regolamentate, corsi per alimentaristi e esercenti attività commerciali e tanto altro.
Molto spesso i piccoli imprenditori per far fronte alle esigenze citate sono costretti ad elargire consistenti somme di denaro a strutture private.

Pensiamo cosa sarebbe la Camera di Commercio di Avellino se solo decidesse di far funzionare il proprio ente di formazione per offrire servizi a costi contenuti a chi annualmente versa senza ricevere alcunché.
La CNA, fuori da proclami e qualunquismi, chiede realmente meno costi per le imprese con maggiore attenzione per tutti quelli che versano i diritti camerali e, più di ogni altra cosa, con meno effetti speciali.

Soprattutto se, poi, questi effetti speciali potrebbero tornare utili per un Suo possibile impegno in campagna elettorale.
Quando Lei è stato eletto (circa quattro anni fa), non ho sostenuto la Sua candidatura, ma Lei ottenne l’appoggio di nove Associazioni di categoria sulla base di un documento programmatico di svolta e cambiamento rispetto al passato. Di quel documento ha disatteso tutto, anzi, ha addirittura rilanciato il Suo operato nel solco del passato.
Non contesto le Sue scelte personali. Lei è libero di aderire o candidarsi con qualsiasi partito politico. Però, è opportuno che lo faccia facendo ricorso all’impegno personale, senza mistificazioni o ambiguità, libero dal ruolo istituzionale da rappresentante di vertice della Camera di commercio.

E’ bene ricordarlo: è da quasi trent’anni che, per effetto di legge, le Camere di commercio si sono svincolate dal controllo della politica e dei partiti. Addirittura è prevista una incompatibilità per chi riveste incarichi politici o di dirigente di partito. Credo che Il Suo acume sarà la guida per consentirLe di smantellare tutti i gruppi di potere che vuole combattere … Partendo da Lei.