PERCHE’ IL 25 APRILE NON E’ UN DERBY!

PERCHE’ IL 25 APRILE NON E’ UN DERBY!

25 Aprile 2019 0 Di Anna Guerriero

L’intervento di Norberto Vitale

Questa sorta di rivincita di chi continua a chiamarsi fuori prima che dal 25 aprile dalla Costituzione Repubblicana, la retorica cioè dei cosiddetti “esuli in Patria” che vive sottotraccia ma è sempre pronta ad emergere con fragore, e con vergogna se pensiamo allo striscione di Milano, viene ulteriormente alimentata quando non giustificata e supportata da chi ricoprendo pubblici ed alti uffici di governo, ha intanto giurato sulla Carta. Considerando il 25 aprile il derby che si ripropone tra fascisti e comunisti perditempo, si fa una operazione apparentemente molto grossolana, in realtà subdolamente paradigmatica. Affermando l’anacronismo di questo momento dirimente e fondante della nostra storia che rappresenta il 25 aprile, si afferma che la democrazia può essere considerata anacronistica.

Perché dopo tre quarti di secolo siamo a questo? C’è anche un gene, una antropologia italiana se pensiamo a quanto scrivevano Gobetti, Gramsci, fino a Flaiano e Giorgio Bocca. Di certo c’è che i partiti che scrissero la Costituzione non ci sono più e i loro eredi appaiono incerti quando non improbabili. Gran parte di quegli scranni sono stabilmente occupati da tempo da chi considera la Carta, senza conoscerla, una formalità e anche un impedimento. Gli interventi della Corte Costituzionale sugli atti di governo, e non solo di quello in carica, si sono moltiplicati. Appena l’anno scorso, al presidente Mattarella venne minacciata la messa in stato d’accusa per alto tradimento perché nella formazione del governo il Quirinale faceva valere le prerogative che la Costituzione gli assegna. Il paradigma che porta alla democrazia anacronistica si giova anche della scarsa consapevolezza storica che consegniamo attraverso la scuola alle giovani generazioni: la stragrande maggioranza, sa poco e niente del fascismo, del nazismo, del tempo nel quale si affermarono e perché questo fu possibile. Siamo arrivati anche a cancellare la storia dalla prova dell’esame di maturità…

Dovremmo ripartire da qui. Chi non conosce la storia è confuso e plasmabile, incline ad abbracciare ogni paradigma. Ripartire dal 25 aprile si può e si deve: non ci sono rivincite né vendette da consumare. E’ la festa della nostra democrazia, che il sangue di pochi ha consegnato quasi gratis a tutti noi.