«PER L’ALUNNO AUTISTICO L’INSEGNANTE ABA A TEMPO PIENO», LA SENTENZA DEL TAR SALERNO

«PER L’ALUNNO AUTISTICO L’INSEGNANTE ABA A TEMPO PIENO», LA SENTENZA DEL TAR SALERNO

18 Gennaio 2021 1 Di La redazione

Angsa Campania plaude alla sentenza del Tar Salerno, definita storica: “Per l’alunno autistico l’insegnante dev’essere in possesso di competenze tecniche e professionali specifiche sulla metodologia educativa ABA, da garantirsi per tutte le ore di permanenza a scuola dell’alunno” . La nota stampa dell’associazione

L’ANGSA Campania plaude ad un’importantissima sentenza del Tar Salerno che ha confermato l’ordinanza n. 543/2019. I Giudici amministrativi del Tar Campano hanno stabilito che per gli alunni autistici è fatto obbligo all’Amministrazione scolastica di assegnare un insegnante di sostegno specializzato in possesso di competenze tecniche e professionali specifiche sulla metodologia educativa ABA.

La Presidente di ANGSA Campania, dr.ssa Claudia Nicchiniello, commenta con estremo favore il provvedimento che ha permesso ai genitori di un alunno autistico, che si erano rivolti per la fattispecie proprio ad ANGSA Campania, di vedersi riconosciuto un diritto che, ancora oggi, soffre di intollerabili limitazioni da parte dell’Istituzione scolastica che si mostra refrattaria a dare la legittima cornice interpretativa al ruolo dell’insegnante di sostegno, in modo conforme ad un’esegesi costituzionalmente orientata chiarita anche dal Consiglio di Stato (sentenza n. 5851/2018), massimo organo nomofilattico di Giustizia Amministrativa.

ANGSA Campania ha dato supporto ai genitori che sono stati seguiti brillantemente dall’avv. Michela Antolino, legale di grandi competenze e che da tempo segue Angsa Campania nelle battaglie per il riconoscimento dei diritti degli alunni e in generale delle persone autistiche, e a cui va il ringraziamento della Presidente Claudia Nicchiniello.

La sentenza pronunciata dal Tar Campano ha un aspetto innovativo di enorme interesse. Non solo si premura di riconoscere che gli alunni con disabilità autistica hanno diritto all’insegnante di sostegno per tutte le ore di permanenza a scuola, indipendentemente dalle ore di cattedra del singolo insegnante, rendendosi quindi necessario e doveroso garantire all’alunno più insegnanti di sostegno fino ad integrale copertura dell’orario di frequenza, ma stabilisce un principio altrettanto importante ed innovativo ossia che l’istituzione scolastica è tenuta ad attribuire all’alunno autistico un insegnante di sostegno specializzato e che sia nel possesso effettivo di competenze tecniche e professionali specifiche sulla metodologia educativa ABA.

L’Istituzione scuola sarà chiamata a comprendere, e ad organizzarsi, di conseguenza attraverso un’ efficace e capillare formazione dei docenti, che in tema di autismo non sarà più sufficiente che gli insegnanti di sostegno siano muniti di un mero titolo polivalente e non specifico. Ecco quindi la grande portata del provvedimento del Tar, che è di serissimo monito anche per gli Uffici Scolastici Regionali.

Ove l’Istituzione scuola non comprendesse ciò, creerebbe non solo danno all’erario (per le future soccombenze di giudizio), ma obbligherebbe i  commissari “ad acta” a dover scorrere le graduatorie, anche oltre il personale di ruolo, per dare ottemperanza alle sentenze, con buona pace di quegli insegnanti che non hanno potuto o voluto formarsi.

In diritto deve quindi ritenersi che il docente di sostegno deve possedere le conoscenze specifiche che consentano l’efficace ed ottimale espletamento della sua funzione, proprio con riferimento all’handicap di fronte al quale si trova ad operare. Ne consegue che, in relazione al preminente interesse del disabile all’ istruzione ed all’integrazione scolastica, in mancanza di figure di docenti di sostegno muniti di specifica specializzazione, l’istituzione scolastica dovrà comunque assicurare una figura di sostegno utile, anche ricorrendo al pieno attingimento delle graduatorie. Diversamente opinando, invero, la figura dell’insegnante di sostegno potrebbe ridursi a mera ed inutile presenza, in quanto non idonea a favorire l’integrazione e l’inserimento del disabile nel contesto scolastico che, invece, l’istituzione scolastica deve garantire.