PECULATO E TRUFFA IN FALLIMENTI E CUSTODIA GIUDIZIARIA, COMMERCIALISTA AI DOMICILIARI

PECULATO E TRUFFA IN FALLIMENTI E CUSTODIA GIUDIZIARIA, COMMERCIALISTA AI DOMICILIARI

19 Febbraio 2021 0 Di La redazione

Dopo un’anomalia segnalata nel 2019 le indagini a ritroso della Guardia di Finanza. L’uomo avrebbe falsificato le autorizzazioni dei giudici, con illeciti prelievi di danaro dai procedimenti di fallimento o custodia giudiziaria. Sequestrati beni per 100 mila euro. Nei guai finiscono anche avvocati e funzionari comunali. Il comunicato stampa diramata dalle Fiamme gialle, a firma del Procuratore Capo Domenico Airoma

 

Nella giornata odierna i finanzieri del Comando provinciale di Avellino hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare applicativa degli arresti domiciliari nei confronti di A.A. un commercialista, emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Avellino su richiesta della Procura irpina.

Contestualmente è stato eseguito, in un uno con l’ordinanza cautelare personale, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca obbligatoria del denaro e altri beni e utilità fino a concorrenza dell’importo di oltre centomila mila euro.

L’indagato, professionista conosciuto nell’ambiente professionale, è ritenuto responsabile di plurime ipotesi di peculato e truffa aggravata dall’abuso delle pubbliche funzioni svolte nel ruolo di curatore e custode giudiziario in molte procedure fallimentari ed esecutive pendenti dinanzi ai giudici avellinesi.

Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica sono scaturite da una segnalazione inoltrata nel luglio 2019 dal Giudice fallimentare per presunte anomalie nei movimenti di prelievo dai conti correnti di una procedura fallimentare, nella quale l’indagato rivestiva il ruolo di curatore.

L’episodio portò all’emissione di un primo provvedimento restrittivo della libertà personale e di sequestro dei beni nei confronti dell’indagato, seguito dalla sua sostituzione nelle procedure fallimentari ed esecutive in quel momento presso il Tribunale di Avellino.

Le successive indagini, delegate alla Compagnia della Guardia di finanza di Avellino, hanno però consentito di delineare un contesto ben più grave e ripetute nel tempo, con la ricostruzione di numerosissime operazioni di illeciti prelevamenti di fondi dai conti correnti delle procedure giudiziarie nell’arco di oltre un decennio. Movimentazioni che l’indagato poneva in essere con svariate modalità realizzative, anche falsificando materialmente i provvedimenti autorizzativi dei giudici delle procedure, redigendo successivamente false rendicontazioni. Contestate anche ipotesi di creazioni di falsi modelli F23.

Nel complesso sono stati ricostruiti oltre venti episodi di distrazione di somme appartenenti alle procedure fallimentari e custodie giudiziarie.

Le indagini vedono coinvolti, per singoli episodi, anche altre due avvocati, del Foro avellinese e del Foro romano, nonché in un caso, due funzionari del comune di Mercogliano, cui è contestato, in concorso con il principale indagato destinatario della restrizione, il reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.