PD: VITTORIA E RICCIARDI COMMISSARI?

PD: VITTORIA E RICCIARDI COMMISSARI?

14 Luglio 2019 0 Di Sandro Feola

E’ passato più di un mese dal secondo turno di ballottaggio e il Pd nazionale sul caso Irpinia non dà ancora segni di vita: nessun provvedimento, nessuna dichiarazione ufficiale. E niente commissari, così come chiesto a gran voce da Petitto, Festa e, in parte, anche da chi quelle elezioni le ha perse. Niente di niente. Eppure qualche nome comincia a circolare, anche se la sensazione è che si voglia tirare a campare ancora un po’ per rimandare tutto alla ripresa dalla pausa estiva. Nulla di ufficiale, al momento, anche se si tratta, a quanto pare, di qualcosa in più di una semplice indiscrezione. Voci che prefigurano la nomina a commissario di Franco Vittoria e Tony Ricciardi, entrambi componenti della Direzione nazionale, trovano conferma in ambienti vicini alla segreteria nazionale.

Difficile capire se si tratti di una ipotesi al vaglio di Nicola Zingaretti o se sia una decisione già assunta e in attesa della sola ufficializzazione.

Intanto, però, di questo parliamo, ragioniamo su questo. Ed è difficile non rilevare che la inconsistenza del Pd a guida Zingaretti sia esattamente la stessa che caratterizza il partito irpino anche in questa fase post voto. È chiaro che se la indiscrezione fosse confermata, significherebbe riaffermare la linea suicida che ha condotto il partito di via Tagliamento ad inanellare, negli ultimi anni, una sconfitta dopo l’altra.

Toni Ricciardi

Ovviamente nulla contro i due probabili commissari. Sono entrambi esponenti politici che hanno non poche qualità e un curriculum di tutto rispetto. Il problema è tutto politico. Soltanto politico.

Intanto va evidenziato che Vittoria e Ricciardi non troverebbero il gradimento di chi ha prevalso alle elezioni. Festa e Petitto hanno chiesto a Zingaretti in maniera piuttosto perentoria, di scegliere tra chi ha vinto e chi ha perso, chiudendo ad ogni ipotesi di mediazione, mezze misure e soluzioni pasticciate e incomprensibili all’elettorato. Richiesta presentata a maggior ragione perché sono alle porte nuove scadenze elettorali.

Franco Vittoria con Nicola Zingaretti

Vittoria e Ricciardi, inoltre, non trovano alcuna rispondenza nella base del partito. Vero è che sono entrambi nella direzione nazionale, ma non perché espressioni irpine: uno – Vittoria – é stato voluto e, di fatto, nominato in ragione dei rapporti che costui ha con ambienti vicini al Segretario nazionale e con lo stesso segretario; l’altro – Ricciardi – è espressione addirittura del PD svizzero. Una indicazione di tutto rispetto, ci mancherebbe, ma pur sempre distante 1200 km dall’Irpinia.

Con la nomina di Vittoria e Ricciardi, infine, si ricostituirebbe un tandem che in passato già ha retto la segreteria di via Tagliamento. Sarebbe, in definitiva, un PD che non riesce e non vuole prendere atto della realtà e non vuole voltare pagina. Che, incurante dell’elettorato, si barrica nel fortino sperando di gestirlo almeno fino alle regionali.

Cos’altro deve succedere perché a via Tagliamento e a Roma capiscano che il tempo è scaduto, che le regionali e forse le politiche incombono, che non sono più concepibili mezze misure e che gli elettori hanno consegnato agli attuali dirigenti del PD un avviso di sfratto che non lascia adito a dubbi? Un avviso nel quale c’è scritto a chiare lettere che devono lasciare le cariche e stare lontani dal timone di comando.