PD. STRAPPO DI FESTA. IN TRE SI DIMETTONO DALLA SEGRETERIA: NO AI DIKTAT

PD. STRAPPO DI FESTA. IN TRE SI DIMETTONO DALLA SEGRETERIA: NO AI DIKTAT

22 Marzo 2019 0 Di La redazione

Ecco il testo integrale della missiva con cui i tre componenti della segreteria provinciale (D’Argenio, Iannaccone e Penza) scrivono a Di Guglielmo per formalizzare le dimissioni dall’esecutivo. Dalle alleanze con i demitiani alle provinciali, passando per la mancata celebrazione delle primarie, per finire ad atteggiamenti non nuovi di sudditanza verso “potenti” …le principali ragioni della sfiducia.

 

Caro Segretario,

è giunto, nostro malgrado, il tempo di una decisione che abbiamo inutilmente rimandato, confidando in un cambio di rotta che pero’ non c’è stato, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni. L’azione politica della Segreteria, anzi, e’ diventata negli ultimi tempi sempre piu’ evanescente e confusa, probabilmente a causa di dictat spesso incrociati provenienti dal variegato mondo dei riferimenti istituzionali, che hanno di fatto dettato la linea, privandoti della necessaria autonomia.

Non c’è stata occasione o riunione in cui è stato possibile un confronto serio e concreto che non fosse condizionato dal tatticismo eterodiretto, dalla necessità di assumere una posizione non perche’ utile al partito ma perche’ necessaria a neutralizzare le mosse degli oppositori interni, che via via sono diventati gli unici e veri avversari da battere e sconfiggere. La parola unita’ da tutti declamata ed invocata come soluzione ai mali del partito si e’ rivelata uno slogan ingannevole come la peggiore pubblicita’ commerciale. Quale unita’ si pretende se si continua a costruirla partendo dalla riproposizione di alleanze che si sanno divisive? E’ come se si volesse costruire la casa partendo dal tetto sapendo in anticipo che le fondamenta non potranno sostenerlo.

Cio’ evidentemente non e’ frutto di un errore, che in quanto ripetuto sarebbe diabolico, ma di una precisa strategia e volonta’ che noi pero’ non condividiamo e non intendiamo ulteriormente assecondare.

Nell’ultima segreteria di qualche mese fa avevamo immaginato di predisporre una serie di richieste da sottoporre a coloro che avrebbero offerto la disponibilità ad una candidatura come Sindaco della Città.  Avevamo deciso di stimolare il dibattito politico, di aprire ad alleanze diverse da quelle bocciate senza appello dalla comunità avellinese nelle ultime competizioni elettorali.

Qualcuno, nella stessa riunione, si era spinto fino ad immaginare che il candidato dovesse essere un tesserato e, come e’ stato enunciato e poi clamorosamente disatteso per le elezioni provinciali, magari un candidato “…frutto di una decisone collegiale della segreteria…“: aspettativa, questa, più che legittima.

Ma con la prudenza propria delle grandi strategie, così come dell’attendismo di chi non sa cosa fare, il discorso e’ stato subito riportato a livelli più “teorici” ed astratti lontani anni luce dal contesto locale. E tanto e’ bastato per chiudere definitivamente il dibattito interno.

E siamo arrivati ad oggi, ad un mese dalla presentazione delle liste, con poco o nulla che è stato fatto, almeno per quanto e’ a nostra conoscenza.

Solo dalle cronache giornalistiche e da qualche messaggio in chat abbiano appreso della convocazione di tavoli (o forse caminetti), di riunioni con uno solo dei gruppi consiliari espressione del Partito Democratico alle scorse amministrative. Non fosse bastato tutto ciò ad evidenziare un “ecumenismo selettivo”, lo scorso martedì, per discutere delle imminenti amministrative, hai deciso di convocare tutti i 32 candidati della lista del PD alle recenti comunali di Avellino, allargando l’invito a tutti i componenti della direzione provinciale, ma evitando di invitare 3 autorevoli consiglieri comunali uscenti, regolarmente iscritti al Partito Democratico.

Tra l’altro parliamo di coloro che, quasi in via esclusiva in città, hanno sostenuto concretamente e consistentemente la tua elezione alla carica di Segretario Provinciale, per la quale, allora, diversamente da quanto avvenuto lo scorso martedì, non hai esitato a chiedere il loro sostegno ed il massimo impegno congressuale. Senza considerare, poi, che in occasione di quest’ultima riunione su ‘temi comunali”, hai addirittura omesso di coinvolgerci, confermandoci che la Segreteria rappresenti per te sempre più un orpello o un peso (almeno in relazione ad alcune presenze), piuttosto che un sostegno per affrontare le pur difficili sfide che attendono il partito.

E poi l’urgenza, subito dopo l’inatteso e positivo esito delle primarie nazionali, di affiggere manifesti (con sfondo funereo tutt’altro che ben augurante) per approfittare del momento di luce riflessa ed affermare la propria presenza. Sembra, però, il disperato tentativo di chi, consapevole della sua inconsistenza, prova a convincere se stesso del contrario. Mentre fuori il mondo lo ignora.

Questi comportamenti confusi e un po’ grotteschi evocano, purtroppo, gli eventi degli ultimi appuntamenti elettorali dove il Partito non è stato in grado di esprimere in autonomia un candidato, né è stato in grado di organizzare una consultazione interna, pur esplicitamente prevista nello Statuto.

Al riguardo, è emblematico quanto emerso dalla riunione di martedì scorso nella quale, alla tua presenza, ci si è spinti, in modo risoluto e tombale, a replicare alla legittima richiesta del Segretario del Circolo “Il Coraggio Di Cambiare” di indire le primarie per la scelta del candidato Sindaco, affermando che “le primarie saranno celebrate al primo turno delle amministrative”. Viene da dire, allora, che per la Tua Segreteria le regole statutarie valgono a corrente alternata, cioè, si applicano come strumento per contrastare chi la pensa diversamente ad uso e consumo dei propri momentanei sostenitori.

Ma non solo.

Questo atteggiamento fa presagire, con probabilità prossima alla certezza, la riproposizione di quanto è accaduto in occasione delle comunali di Avellino dello scorso maggio quando, da poco insediato, non sei riuscito a far affermare, all’interno della coalizione, il ruolo e l’autorevolezza del PD e dei suoi rappresentanti, con le conseguenze elettorali che sono note a tutti.

Il modus agendi degli ultimi giorni, inoltre, ci sembra un déjà vu delle ultime provinciali, in occasione delle quali, se possibile, è andata ancora peggio delle comunali. L’unico risultato ottenuto è stata la mortificazione di alcuni storici e autorevoli esponenti del Partito, che hanno commesso l’imprudenza di affidare al Partito la propria disponibilità a candidarsi, in forza della quale i loro nomi, per oltre un mese, hanno ufficialmente circolato tra gli amministratori di Centrosinistra.

Poi, come capita nella peggiore politica, in maniera improvvisa quanto improvvida, nonostante una precisa delibera unanime della direzione provinciale, è spuntato un quarto soggetto, autorevolissimo per storia politica e amministrativa, ma che, a qualche ora dalla presentazione delle liste, non ha consentito una corretta condivisione e metabolizzazione della proposta, generando negli amministratori una naturale riluttanza concretizzatasi in un voto di protesta nei confronti del Partito.

Tutti questi incontrovertibili, quanto discutibili, comportamenti hanno contribuito ad alimentare il dubbio sulla tua capacita’ di rappresentare una guida forte ed autorevole del Partito.

Nonostante tutto, però, per senso di responsabilità, abbiamo mantenuto la posizione per evitare di screditare ulteriormente un Partito gia’ debole.

 

Col tempo, tuttavia, la perseveranza nello stesso atteggiamento, sacrificando qualsiasi tipo di innovazione, sia politica che tecnica, ha rafforzato la convinzione che si tratti, piuttosto, di inadeguatezza nello svolgimento del ruolo perchè condizionato dalla necessità di mantenerlo a tutti i costi.

E questo è un atteggiamento per niente “nuovo” che porta inevitabilmente ad assumere atteggiamenti di sudditanza verso qualche “potente”, le cui decisioni possono essere solo accettate senza possibilita’ di dialogo e confronto preventivo.

 

In ultimo ti abbiamo visto, legittimamente, in lista per l’assemblea nazionale. Crediamo che se avessi evitato una posizione così marcata, avresti potuto acquisire una maggiore autorevolezza e questo avrebbe solo fatto bene al Partito. Evidentemente, pero’, è solo la nostra opinione, non la tua.

 

Nonostante il nostro decisivo sostegno che ha consentito la tua elezione a Segretario Provinciale, abbiamo, dunque, registrato un atteggiamento nei nostri confronti poco rispettoso, se non proprio di esclusione (sindrome rancorosa del beneficiato?).

 

Pertanto, riteniamo molto alto il rischio che, in occasione delle amministrative del prossimo 26 maggio, tu possa subire per l’ennesima volta una creativa imposizione da parte di dirigenti o riferimenti di partito, che hanno gia’ dimostrato di non essere una guida autorevole dei processi politici della nostra Provincia, poiché quasi sempre si sono limitati ad essere intermediari di altrui volontà.

 

Nel contesto dato, dunque, è elevato il rischio di ripetere i risultati delle ultime competizioni elettorali, per cui, questa volta, non intendiamo condividere con te la responsabilità di una sconfitta annunciata.

Quindi, pur confermando convintamente l’appartenenza al Partito Democratico, non possiamo piu’ far parte di questo consesso che ha tradito la voglia e la necessita’ del cambiamento costruttivo per diventare espressione della parte più conservatrice del partito, che, nell’affermazione autoreferenziale della propria leadership mira all’autoconservazione a scapito delle ragioni ed i valori del Partito Democratico.  Non possiamo più accettare che il PD sia percepito come un partito votato alla salvaguardia degli “apparati”, sacrificando i migliori a favore dei notabili e della nomenclatura che hanno ormai segnato il loro tempo non per l’ eta’ anagrafica, da sola non rilevante, ma per la dimostrata incapacita’ di leggere il presente e di orientare le scelte per il futuro.

 

Pertanto, ritenendo conclusa la nostra esperienza in questa Segreteria, ti rassegniamo le nostre irrevocabili dimissioni e auspicando che tu possa riconsegnare il ruolo di leader al PD, ci permettiamo di suggerirti, qualora l’attaccamento alla poltrona dovesse prevalere, di operare in maggiore armonia con la tua Segreteria e di ricordare la storia che ti ha condotto al ruolo che ora occupi.

 

Cordialmente.

Angelo D’Argenio, Assuntina Iannaccone, Pasquale Penza