PD, SE ZINGARETTI INVITA FESTA

PD, SE ZINGARETTI INVITA FESTA

21 Settembre 2019 0 Di Sandro Feola

A Livio Petitto deve essere venuta l’orticaria stamani nel leggere di buon mattino le polemiche che riempiono ancora i giornali sul fatto che Gianluca Festa sia stato invitato a Largo del Nazareno, pur essendo stato candidato a sindaco di Avellino contro la lista “ufficiale” del PD. E così alle otto l’esponente di ‘Ora Avellino’ ha postato su Facebook una considerazione facilmente desumibile da chiunque abbia un approccio lineare alla vita politica: “Se la segreteria Provinciale PD di Avellino era illegittima (sentenza tribunale) perché scaturita da un congresso non regolare, come può definirsi (ufficiale) una lista PD al comune di Avellino presentata dalla stessa segreteria?”.

Livio Petitto

Nessuno risponderà alla domanda posta da Petitto. Ma è evidente che l’ex Presidente del Consiglio comunale, in predicato di essere candidato alle regionali, ha messo ancora una volta in evidenza – forse senza volerlo – le tante contraddizioni che caratterizzano un partito che è inconfutabilmente un insieme di correnti in perenne stato di guerra. Che nella sostanza non hanno la benché minima intenzione di ricomporsi, tanto è alto il livello dello scontro. 

Aldo Cennamo

Ma il punto è un altro. Al di là delle polemiche, più o meno strumentali, e al di là della presenza generosa in Irpina di un uomo di spessore come Aldo Cennamo, la politica non può essere raccontata prescindendo dai fatti. E i fatti ci dicono che nel convocare a Roma Gianluca Festa, Nicola Zingaretti ha dato probabilmente un’indicazione chiara su ciò che pensa della “vertenza” Irpinia. Una indicazione che non ha alcun valore formale nel contesto della odiosa e penosa “burocrazia di partito”, ma che è evidentemente la scelta che il Segretario nazionale ha fatto tra gli uni e gli altri, tra cani e gatti, tra Guelfi e Ghibellini. E’ la indicazione di chi probabilmente si è convinto che il PD in Irpinia – e non solo in Irpinia – ha un futuro se, volendo usare un’espressione cara al Primo Cittadino, verrà “resettato”,  e con esso quella “prima fila” che Festa indica, insieme ai metodi praticati, come la vera responsabile del declino attuale.

Gianluca Festa

Solo un invito dovuto a chi ha in tasca la tessera del Pd? Troppo navigato Zingaretti per non avere la consapevolezza del significato che la convocazione di Festa avrebbe assunto ad Avellino. E in tempi di scissioni, Montalbano senior deve aver fatto le sue valutazioni, forse anche alla luce dei “rapporti” del commissario Cennamo. Ora però la domanda che andrebbe aggiunta a quella mattutina di Livio Petitto è: “Che senso ha ancora il commissariamento? Ora che la sirena di Renzi suona in maniera particolarmente accattivante, ora che sarebbe piuttosto naturale per Festa e i suoi seguire il sentiero indicato dal Senatore di Firenze, non sarebbe il caso di chiudere questa ormai stucchevole telenovela e nominare Festa o chi per lui Segretario provinciale?”.

Ovviamente il Commissario non risponderà. Ci penserà la “prima fila” del partito a suonare la sua musica, e a questa si aggiungeranno i musicisti della seconda. E la musica, signori elettori del Pd ‘ufficiale’, e signori di quello non ‘ufficiale’, è sempre inesorabilmente la stessa. Con l’aggravante che interessa ormai un numero molto molto limitato di soli addetti ai lavori.