PD, POCHI ISCRITTI E MOLTO APPARATO

PD, POCHI ISCRITTI E MOLTO APPARATO

18 Dicembre 2019 0 Di Sandro Feola

Dati alla mano, il PD del Commissario Cennamo attrae sempre meno sostenitori e iscritti, ma funziona discretamente bene come contenitore ancora in grado di portare in sé gli apparati politici in cerca di una collocazione. A maggior ragione se tale ricerca è resa urgente dalla imminenza del voto per il rinnovo del Consiglio regionale.

Maurizio Petracca

A 5 mesi dall’insediamento di Cennamo, la prova del tesseramento dice con evidenza che la fase commissariale si avvia verso un sostanziale fallimento. Non solo perché da arbitro, il commissario è diventato parte in causa, ma soprattutto perché nulla ha voluto o potuto realizzare in termini di rinnovamento. Non solo del personale politico, ma soprattutto delle vecchie logiche correntizie che governano la federazione irpina ancora del tutto indisturbate.

Eppure il Commissario non aveva scelta. O meglio, non avrebbe dovuto avere alcun margine di discrezionalità nel prendere le decisioni che ha preso o che non ha preso. Non perché lo diciamo noi, ma perché ad esprimersi a più riprese sono stati proprio gli elettori e gli amministratori del PD, che hanno indicato con chiarezza il sentiero che Cennamo avrebbe dovuto imboccare per recuperare consensi e militanza.

Aldo Cennamo

Invece no. Il commissario si è incredibilmente messo a capo di quella parte di partito che è la causa stessa della disaffezione generale. E in piena coerenza con questa linea, ha aperto le porte non a un gruppo di nuovi democrat, ma a una nuova corrente, che è facile presumere utilizzerà il Partito a mo’ di autobus per arrivare a Santa Lucia. Certo, Cennamo, D’Amelio e compagnia non avrebbero potuto fare altrimenti. Anche perché è innegabile che l’onorevole Petracca goda di un significativo radicamento sul territorio e del sostegno di un nutrito gruppo di amministratori. Una bella dote che il Consigliere regionale porta a via Tagliamento, e che inoppugnabilmente gli deriva dall’essersi speso con concretezza per le comunità irpine.  

Ma ciò non cambia la sostanza del “PD 1.0”, che continua ad essere – ora ancora di più – un insieme di correnti e capicorrente indifferente alla volontà espressa dalle assemblee e incurante delle indicazioni che a più riprese sono venute dalla sua base. E nel quale chi ha vinto le elezioni, candidandosi in alternativa, ha ragionevolmente poche, pochissime ragioni per restarci.