PD. DI GUGLIEMO: “CONGRESSI LOCALI PER RISCOPRIRE L’APPARTENENZA”

PD. DI GUGLIEMO: “CONGRESSI LOCALI PER RISCOPRIRE L’APPARTENENZA”

13 Gennaio 2018 0 Di La redazione

La scelta dei candidati alle Politiche e degli alleati, i congressi territoriali e le difficoltà di sintesi nel centrosinistra: sono stati alcuni degli argomenti al centro dell’intervista al dirigente provinciale democratico Giuseppe Di Guglielmo.

Come consuetudine non è mancato lo spazio per temi d’attualità, per riflettere su come affrontare e risolvere i problemi più annosi che affliggono l’Irpinia, tra gli altri: strada Ofantina killer, disoccupazione, edilizia scolastica. Ecco alcuni passaggi della puntata di questa settimana che vi invitiamo ad ascoltare integralmente.

In attesa dei nomi dei candidati nel Pd si discute poco o nulla di problematiche legate al territorio?

Effettivamente è così. Nelle ultime settimane abbiamo vissuto una fase delicata in provincia di Avellino, sicuramente travagliata per l’annullamento del congresso provinciale. In attesa delle candidature siamo in fase di stallo. Ma la campagna elettorale è partita ed è nostro compito spiegare le proposte in campo. Penso all’iniziativa “Resto al Sud” o alle misure europee e regionali per agricoltura e scuola, concrete azioni di contrasto allo spopolamento e alla povertà, inziative che faranno in modo che anche in Irpinia si possa vivere con dignità.

Il congresso è saltato per ben tre volte. Perchè?

Il congresso provinciale è stato rinviato ma in queste ore si celebrano i congressi di circolo, 20 questa domenica e 20 già fissati per l’altra. Insieme al Commissario Ermini ed al collega subcommissario Pagliaro abbiamo fatto in modo che il congresso provinciale potesse essere celebrato con regole condivise. Evidentemente le forze in campo tiravano in diverse direzioni. I congressi sui territori confermano però la volontà di dar vita ad un nuovo modo di agire e organizzare il partito. In provincia abbiamo 120 circoli, i congressi serviranno a ritrovare l’appartenenza comune. Un momento di grande partecipazione e ricomposizione.

Lei, personalmente, chi avrebbe candidato al Palramento?

Su questo non mi esprimo, sentiamo Roma. Sono convinto che nel Pd e nella coalizione ci saranno persone che determineranno una vittoria. Il fatto che non ci siano state primarie per la scelta delle candidature non lo ritengo un dato negativo. La costruzione dei percorsi avviene comunque attraverso la classe dirigente e Roma sa cosa c’è sui territori e come si muove.

Dopo il 5 marzo col risultato delle Politiche nulla sarà più come prima. Il lavoro che state facendo potrebbe non servire?

Sicuramente ci sarà un Pd diverso. Il lavoro che stiamo facendo andrà a supportare una visione differente del Pd. Dieci anni dopo la nascita del Pd una riorganizzazione territoriale non può fare altro che bene, una spinta a migliorare il partito e la classe dirigente.