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PD. ERMINI: «ECCO PERCHÉ IL CONGRESSO É UNA GRANDE OCCASIONE PER AVELLINO» – L’INTERVISTA

Il Commissario della Federazione democratica irpina a tutto campo sulla riorganizzazione all’indomani della batosta elettorale. Congresso, forma partito, primarie, fughe, liste civiche: «Chi vuol bene al Pd ora dovrà dimostrarlo», dichiara il deputato toscano che in queste ore ritorna in Parlamento ma lavora alacremente per ripristinare gli organismi dirigenti in via Tagliamento

Commissario Ermini, c’è la possibilità o il rischio – a seconda dei punti di vista di favorevoli e contrari – che il congresso provinciale venga rinviato?

Spero veramente di no. Spero che stavolta nessuno si metta di traverso. Ho provato due volte a celebrare il congresso. La prima arrivarono talmente tante nuove iscrizioni che – in pochi giorni – non avevo il tempo materiale per formare la platea elettorale. La seconda volta mi è stato chiesto in modo abbastanza pressante di non farlo. Stavolta non credo ci siano elementi per poterlo rinviare e quindi sono orientato a celebrarlo, in maniera molto decisa.

Eppure qualcuno sta scrivendo al reggente Martina. Si sente scavalcato nel ruolo?

Non so se qualcuno stia scrivendo o meno. A me nè Martina, né Guerini, né Rossi hanno detto niente.

Sul territorio, intanto, si moltiplicano gli eventi per l’analisi del voto. Il più delle volte non nei circoli o nelle sedi ufficiali. Come giudica queste iniziative?

Bene, molto bene. Più se ne fanno e meglio è. Le cause della sconfitta sono molteplici, occorre che tutte vengano fuori e ognuno dica la propria idea. Ci saranno delle ragioni che ci hanno fatto perdere più voti, altre meno, però tutte vanno analizzate con grande attenzione perché dobbiamo ripartire dalle cose che non abbiamo fatto o che abbiamo sbagliato a fare. Quindi queste discussioni sono assolutamente fondamentali.

C’è chi dice che non ci sarà il tempo per celebrare un congresso provinciale?

In che senso? A chi mi fa questa domanda io rispondo proprio così, in che senso? Voglio dire, tra fine maggio e inizio giugno abbiamo le amministrative. E io m’immagino che ad Avellino le idee su come affrontarle ci siano già, perché se così non fosse mi preoccuperei. Cosa c’è di meglio che lanciare le proposte su… Avellino fra 10 anni? Come la vogliamo, come la vediamo? Cosa c’è di meglio che un congresso dove tutti possono esprimersi e lanciare una fortissima idea di Città. Cosa vuole dire il tempo? Non c’è il tempo di esporre i propri programmi? No, non ci credo. Il Congresso è la più bella occasione che ci possa essere per Avellino.

Il fatto che manchino al momento la cornice nazionale e regionale del partito, può incidere negativamente nella organizzazione?

La provincia ha uomini e strutture per organizzarsi e andare avanti secondo le norme previste dallo Statuto.

Non c’è rischio di una fuga di candidati e di un moltiplicarsi di liste civiche, non teme che il simbolo del Pd alle comunali possa essere messo in un angolino?

Il simbolo ci sarà e non in un angolino. Ci sarà una lista che spero sarà fatta dalla nuova segreteria provinciale in maniera rappresentativa di tutte le anime della Città. È chiaro che evitare la frantumazione lo si fa solo attraverso una progettualità. Bisogna dire cari amici e compagni di Avellino, il progetto che il PD mette in campo sulla Città, come vogliamo agire su: mobilità, rifiuti, scuola, lavoro, forniture, su tutto quello che riguarda la vita sociale. È su un grande progetto che si può, si deve ricostruire. Le singole formazioni di piccole liste, che servono solo a far eleggere un consigliere ma non hanno nessuno spirito, nessuno sfogo nella costruzione di un progetto, io credo che troveranno poco spazio. Se s’investe su una grande idea, su un grande progetto è lì che si concentra il voto d’opinione. Voto che noi abbiamo perso in queste elezioni politiche e che va riconquistato. Ed è una strada difficile, perché se guardiamo ai dati da raggiungere, il risultato del movimento 5 stelle, sarà dura, ma dobbiamo farcela.

Commissario, che idea ha delle primarie per la scelta di un candidato sindaco?

Le dico la mia idea da sempre e non c’entra nulla Avellino. Le primarie hanno un senso se uniscono. Se devono dilaniare, dividere e spaccare il partito – di modo che chi perde si fa una lista civica per conto suo – non ha senso farle. Per cui io chiedo a coloro che avranno interesse o pensiero di partecipare alle amministrative – attraverso candidature proprie o di sostegno –  di fare un patto, in cui si dice che, facciamo le primarie o non le facciamo, una volta che il candidato è indicato, siamo tutti uniti intorno a lui. Qui si vedrà veramente chi vuole bene a questo partito. Questo sarà secondo me il punto in cui il PD darà il segnale di essere una vera e propria comunità. Se le varie componenti continuano a non parlarsi, credo allora che a questo partito non si vuol bene.

Che figura immagina per il ruolo di futuro segretario, che caratteristiche dovrebbe avere?

Una persona con grande slancio, entusiasmo, preparazione, amore verso il territorio, che abbia buoni rapporti con la Città e la Provincia. Una persona che sappia smuovere anche gli animi della gente e credo ce ne siano diverse con queste caratteristiche.

Da Onorevole toscano come vede messo il Sud in prospettiva nel futuro Governo ? E da quali forze sarà composta la futura maggioranza?

Sto dicendo a chi mi chiede che, quando si vincono le elezioni si ha l’obbligo di governare, avendo perso credo saremo giustamente all’opposizione. Il Sud ha visto un plebiscito del Cinque stelle e una forte affermazione della Lega che con messaggi lepenisti ottiene buone affermazioni anche qui: non vedo una prospettiva positiva, c’è un’onda che dobbiamo essere in grado di stoppare.

Come? Anche cambiando la forma partito?

È difficile cambiare la forma partito per chi vive il partito, nelle varie realtà, ancora come forme strutturata. Piuttosto, cambierei il modo di costruzione dei circoli. Ho più volte chiesto di formare circoli territoriali, con una sede fisica dove la gente possa incontrarsi. Ho chiesto che presso ogni circolo potesse esserci una casa del popolo, un circolo sociale. Il circolo dev’essere inteso come luogo dello stare insieme. Ad Avellino ci sono circoli che non hanno sede: va tutto bene, sono encomiabili le persone che tirano la carretta e si sforzano di farlo vivere. Ma occorre uno sforzo ulteriore. Il circolo dev’essere un luogo dove ci si ritrova anche per passare il tempo, per iniziative culturali o di solidarietà. Questo dobbiamo cambiare. Nel territorio toscano, nonostante i dati non ai livelli delle precedenti elezioni, il sistema, con tutte le difficoltà, regge ancora.

Circa Vincenzo Di Micco

Vincenzo Di Micco

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