PD. CENNAMO STRIGLIA, FESTA PLAUDE E SPOSTA IL MIRINO

PD. CENNAMO STRIGLIA, FESTA PLAUDE E SPOSTA IL MIRINO

13 Novembre 2019 0 Di La redazione

Il Commissario del partito avellinese ribadisce in una nota stampa: “Fuori dal Pd chi non condivide le regole”. Il Sindaco di Avellino a distanza ricorda i rimborsi che i circoli ancora attendono e il “fallimento del Pd 1.0”

La nota stampa del Commissario Aldo Cennamo

“Non sono sorpreso delle polemiche. Sono un po’ seccato (eufemismo). Da un po’ di tempo a questa parte è in atto un costante tentativo di trascinarmi in sterili polemiche di cui non si avverte il bisogno.

Le stesse polemiche che hanno fatto precipitare il PD nel baratro, se è vero che in sei anni ad Avellino, abbiamo visto cadere: 2 segretari; 1 direttorio; il commissariamento precedente al mio. Polemiche e artificiose divisioni non giovano né a chi le propone, né tantomeno al Partito. Chi le alimenta è a corto di idee, sfugge al confronto sui contenuti, non propone un progetto di futuro per questa realtà.

Con il lancio della campagna di tesseramento abbiamo posto il primo mattone per la ricostruzione del Pd, accompagnando questo processo con uno sforzo di analisi puntuale e scrupolosa sulla preoccupante crisi economica e sociale del territorio irpino.

Sforzandoci al tempo stesso di indicare una prospettiva di futuro che affranchi l’Irpinia dalle incertezze e dai processi in atto di deindustrializzazione, spolpamento, desertificazione, accompagnati da una preoccupante ripresa dei flussi migratori.

Vogliamo augurarci che le Istituzioni locali, a partire dal comune capoluogo, mettano in campo lo stesso impegno profuso dal Pd per indicare un progetto di futuro per il nostro territorio.

Il trasversalismo, il trasformismo non trovano posto nell’arco dei valori e dell’idealità del Pd che intendiamo costruire. Appartengono alle stagioni politiche delle divisioni, delle lacerazioni che oggi vogliamo metterci nostre alle spalle.

Al PD si aderisce liberamente, individualmente sulla base di principi, idee e di un programma politico condiviso. L’adesione che escluda questi presupposti non è obbligatoria per nessuno, tantomeno per i gruppi di pressione organizzati.

Sono i militanti, le donne ed i giovani che sono intervenuti all’assemblea di lunedì scorso, insieme a figure storiche del Centro Sinistra irpino, presenti al Virginia Hotel, che si sentono offesi da affermazioni e comportamenti che hanno il solo scopo di impedire il percorso di un reale cambiamento del PD.

Le regole alla base della democrazia e della vita interna del PD sono valide e si affermano quando sono da tutti ritenute essenziali per il raggiungimento di obbiettivi che guardano agli interessi generali, e non a quelli di parte. Chi non le condivide è fuori dal PD.

La replica di Gianluca Festa

Ho molto apprezzato l’intervento del commissario Cennamo, che ha duramente attaccato la classe dirigente che ha diretto il Pd fino a questo momento. Ricordando quanto accaduto negli ultimi anni, nei quali i nomi ed i cognomi di chi ha guidato il partito sono noti a tutta la comunità irpina, dem e non, ha di fatto bocciato tutta la classe dirigente 1.0 del Pd locale. Inoltre, sono contento che finalmente abbia parlato di rispetto delle regole e di trasparenza. Mi auguro al riguardo che al più presto approvi i bilanci degli ultimi anni ed illustri, come e da chi, sono stati utilizzati i soldi delle tessere che tanti militanti hanno convintamente sottoscritto. E magari riuscirà anche a far sapere, finalmente, perché tanti circoli stanno ancora aspettando, da anni, il rimborso della quota delle tessere a loro spettante, che ammonta complessivamente a decine di migliaia di euro. Per molti il partito è diventato lo strumento per difendere una rendita politica di posizione, che non comprendono aver irrimediabilmente perso. Per altri è diventato lo strumento per testimoniare una propria presenza nello scenario politico, ormai percepita neanche più da loro stessi. Qualcuno, invece, pensa di poter recuperare qualche “casella” ancora libera, in nome e per conto del partito. Ed intanto il Pd perde tesserati ed elettori. Che si giudichi da Roma, Napoli o Avellino, questa è la verità ed i risultati politici ed elettorali della classe dirigente 1.0 del Pd locale la certificano inconfutabilmente.