PARLIAMO SEMPRE DI CIAMPI?PURTROPPO SI!

PARLIAMO SEMPRE DI CIAMPI?PURTROPPO SI!

24 Agosto 2018 0 Di Norberto Vitale

Oggi parliamo del Diario. Nessuna autoreferenzialità, magari la modesta soddisfazione per un certo seguito che riesce a raccogliere. Andiamo in diretta anche sul sito Facebook di Telenostra e sono davvero molte centinaia le visualizzazioni che ogni giorno contiamo.

Non era mica detto e questa cosa sorprende un po’: un programma di commento politico che dura 12-15 minuti, in genere è sconsigliabile, soprattutto se ti sforzi di utilizzare la lingua italiana, di non commettere troppi strafalcioni, di non utilizzare la retorica dell’invettiva, di non personalizzare e soprattutto di non insultare o infangare alcuno. Questi ultimi ingredienti sono fondamentali nella informazione politica per far crescere ascolti e interesse. Con il Diario nel nostro piccolo viene invece dimostrato che ascolto e attenzione possono realizzarsi anche senza ricorrere a quello che tutto sommato è legittimo ma vecchio armamentario del giornalismo che comincia a mostrare la corda: c’è sempre molta più gente che cambia canale quando negli studi televisivi vengono allestiti litigi e scontri contrattualizzati.

Chi segue il programma sul nostro sito Facebook, allega spesso un commento. Li rispetto tutti, quelli che concordano e quelli che dissentono e non li commento a mia volta. Sarebbe ben strano che uno esprime in televisione una opinione e poi si rizela se qualcun altro da casa non è d’accordo con te. Stiamo parlando di opinioni e non di insulti, che pure di tanto in tanto affiorano. Men che mai rispondo agli insulti: quando sconfinano nella denigrazione nella diffamazione nella calunnia, e non è ancora capitato in verità, il compito passa agli avvocati che vedranno di scucirgli di tasca un po’ di soldini.

Tra i commenti in dissenso, pochissimi ma non per questo meno importanti, sottolineano che il Diario ce l’ha con Ciampi e con il M5s. Ne parla sempre male, come si dice.

Vorrei ricordare che si chiama “Diario Politico”: di cosa dovremmo parlare se non di politica in una città che peraltro mette alla prova per la prima volta un sindaco di un Movimento politico che si presenta e ha vinto come antagonista rispetto a tutto e a tutti, promettendo ed impegnandosi a rivoltare come un calzino la città prigioniera per decenni della clientela, della corruttela, della discrezionalità? E’ la stessa novità di questo sindaco e del soggetto politico a cui fa riferimento Ciampi, che impone di parlare di Ciampi e del M5s. A parte che parliamo anche di altro e di altri: si dimentica, prima che fosse eletto Ciampi, quanto spazio e quanta durezza abbiamo riservato alle vicende del Partito Democratico. Parliamo solo di Ciampi e lo facciamo per parlarne male?

Chi dice questo, deve essere tornato soltanto di recente ad Avellino dopo lunghi anni trascorsi nella foresta amazzonica dove non arrivano giornali nè segnali televisivi.

Dove arrivano, lasciano tracce quasi indelebili. Per cinque anni abbiamo martellato Paolo Foti, talvolta anche con un qualche ingeneroso accanimento quotidiano. Nessuno, proprio nessuno ci ha fatto la stessa domanda: perché parlate sempre di Foti per parlarne male? L’unico che lo ha fatto, e peraltro in maniera del tutto informale e rispettosa, è stato lo stesso Foti: Parlate sempre e solo di me, non avete proprio altro?

Questo per dire che non c’è alcun pregiudizio. A Paolo Foti rispondemmo: di cosa dovremmo parlare? La risposta oggi è la stessa: di cosa dovremmo parlare se parliamo di politica ad Avellino e se a due mesi dal voto si intravede meno che nulla? Sarebbe facile utilizzare la usurata e retorica espressione: Non facciamo sconti a nessuno! Non mi piace, fa diventare o sembrare i giornalisti una sorta di insindacabili giudici che a piacimento assolvono o condannano. Il nostro, il mio mestiere non è questo. E’ raccontare, informarsi, conoscere le cose di cui si parla, dare un quadro il più possibile attendibile per consentire a chi vuole di farsi un’opinione, per esprimere opinioni a nostra volta. Non so se sono stato convincente, onesto certamente.

Continueremo dunque a tenere nel massimo conto chi concorda e chi dissente: entrambi possono sicuramente insegnarci qualcosa.