PD, ROMA APRE LA STRADA AL CONGRESSO. IL 23 LUGLIO SI ELEGGE IL NUOVO SEGRETARIO PROVINCIALE

PD, ROMA APRE LA STRADA AL CONGRESSO. IL 23 LUGLIO SI ELEGGE IL NUOVO SEGRETARIO PROVINCIALE

27 Giugno 2017 0 Di Michela Attanasio

 

 

Passa la linea della segretaria Tartaglione. Da Roma arriva il via libera per il congresso provinciale del Pd. Il 23 luglio il popolo democratico si recherà alle urne per votare il nuovo segretario. Da questa data, andando a ritroso, entro martedì prossimo (4 giugno) dovranno essere presentate le candidature a segretario. Da allora, 3 settimane di tempo per la campagna elettorale e poi urne aperte. I tempi sono fin troppo stretti. Stamane, presso la federazione regionale del partito, la segretaria Assunta Tartaglione incontrerà i rappresentati del direttorio per disegnare la road map che porterà al congresso. La decisione è stata un vero e proprio travaglio con tanto di spaccatura all’interno del direttorio stesso. Da un lato Famiglietti, De Luca e D’Amelio che hanno sempre spinto per un congresso entro l’estate, dall’altro Valentina Paris supportata dall’area De Caro con una posizione diametralmente opposta. Uno strappo che dopo l’ufficialità della data non si è certo ricucito ma che per il momento passa in secondo piano. Ora è il momento di lavorare sul territorio come ha sottolineato il leader di Davvero Gianluca Festa: “Chi immaginava ricorsi rimarrà deluso – commenta – da uomini di partito prendiamo atto della decisione di Roma e fin da oggi inizieremo ad impegnarci sul territorio”. Nelle prossime ore la definizione del regolamento. La questione più delicata resta quella del tesseramento on line che fa discutere le varie anime del partito. Sicuramente potranno partecipare al congresso gli iscritti all’anagrafe 2016. Resta da capire cosa ne sarà dei tesserati on line rimasti fuori dall’elenco:  “Se decideranno che a votare saranno gli iscritti 2016, nessun problema, noi rientriamo in quell’elenco. Ora lavoriamo per rimotivare il popolo democratico”, conclude Festa che ribadisce il no ai nomi calati dall’alto e suggerisce “Un  momento di confronto altrimenti non può esserci alcuna convergenza. Va aperto un ragionamento su base programmatica, sui contenuti politici e sulle prospettive. Ridurre tutto ai nomi, significherebbe inevitabilmente far naufragare qualsiasi possibilità in questo senso. Chiaramente non c’è più il tempo per convocare l’assemblea provinciale, ma sono certo che i renziani sapranno ritagliarsi un momento per incontrarsi e confrontarsi”. Dunque saranno 7 giorni di fuoco per le candidature. Per ora in pole c’è il renziano della prima ora, Beniamino Palmieri.