ORIGINAL FANS: “LA SIDIGAS NON HA INTERESSE A SALVARE LA SCANDONE, NON SAPPIAMO COSA FARE”

ORIGINAL FANS: “LA SIDIGAS NON HA INTERESSE A SALVARE LA SCANDONE, NON SAPPIAMO COSA FARE”

28 Agosto 2019 0 Di Pellegrino Marciano

A sei giorni dal termine ultimo della fideiussione da 40mila euro che servirà a completare l’iscrizione al campionato di Serie B gli Original Fans hanno emesso un altro duro comunicato.

“A distanza dall’ultimo comunicato ci troviamo a rendere noto all’intera città le recenti vicende legate alla nostra Scandone. All’inizio del mese c’è stato un incontro con i Sig.ri Mauriello e Alberani. Davanti ai nostri occhi e alla nostra incredulità, i personaggi in questione hanno, per la prima volta, iniziato a discutere su costi, date, scadenze e quant’altro. Quell’incontro ha solo confermato le nostre supposizioni per la Scandone non c’era il minimo interesse. A seguire non si contano gli appuntamenti non rispettati, le telefonate senza risposta; avevamo la necessità di un incontro faccia a faccia con l’unico personaggio in grado di darci dei chiarimenti ed è per questo che poche ore fa, per l’ennesima volta, ci siamo recati a Napoli presso gli uffici Sidigas. Con profonda amarezza però ci troviamo a comunicare che il Sig. De Cesare, anche questa volta, non ci ha dato nulla di concreto se non le solite false speranze e prese per il culo (passateci il termine) su presunti nuovi acquirenti. I toni, come lasciamo immaginare, sono stati molto accesi ed è stato abbastanza chiaro che il gruppo Sidigas, senza remore, non ha alcun interesse a tenere in vita la nostra amata. Pertanto, sul futuro e sull’imminente scadenza della fideiussione del 2 settembre, a malincuore, non possiamo tranquillizzare noi stessi ed i tanti, tantissimi tifosi ed appassionati che tengono realmente alle sorti della S.S.F. Scandone 1948 matr. 000204 (nostra unica fede). Era doveroso rendere pubblici questi passaggi, per rispetto di un’intera tifoseria. A questo punto però, con estrema umiltà e con le lacrime agli occhi, non sappiamo più cos’altro fare. Non è rassegnazione perché lotteremo finché il cuore batte, ma è presa di coscienza della reale situazione attuale”.