VOTO AVELLINO. «DA QUI RIPARTE IL NUOVO CENTROSINISTRA». LA SFIDA OLTRE IL PD

VOTO AVELLINO. «DA QUI RIPARTE IL NUOVO CENTROSINISTRA». LA SFIDA OLTRE IL PD

19 Giugno 2019 0 Di La redazione

L’analisi del voto promossa da Ora Avellino rinfocola lo scontro interno ai dem ma delinea lo scenario di una possibile mediazione. De Caro invoca Congresso e dimissioni del Segretario provinciale aggiungendo: «Si apra una fase Costituente. De Mita offre il suo pensiero? Pensieri alti ben accetti». Petitto: «Siamo qui per discutere, ciò che non fa il nostro partito, gli incontri tematici proseguiranno». Festa rivendica i risultati e “avvisa” Zingaretti e De Luca: “Scelgano da che parte stare. Cambieremo tutto nel Pd ad Avellino, anche la sede di via Tagliamento. Intanto dicano come sono stati spesi i soldi dei tesseramenti in campagna elettorale, ci sono circoli che aspettano ancora i rimborsi”. D’Agostino: «Sono i numeri a testimoniare la necessità di nuovi equilibri».

«Non è il momento della mediazione. È l’ora di stabilire chi ha vinto e chi ha perso. Zingaretti e De Luca decidano da che parte stare. Avellino non si farà mettere il cappello in testa da nessuno». Così conclude il suo intervento Gianluca Festa, neo sindaco del Capoluogo irpino, applaudito e condiviso da quanti – su invito dell’associazione Ora Avellino – si ritrovano per analizzare il post voto.

Dare sostanza al risultato elettorale azzerando quel che resta in piedi degli organismi Pd per rilanciare il Centrosinistra:  è la mission che emerge dagli interventi di Livio Petitto, Umberto Del Basso De Caro e Angelo D’Agostino. In sala numerosi ad ascoltare, tra gli altri, il delegato alle aree interne della Regione Campania, Francesco Todisco, molti neo consiglieri eletti, futuri assessori e simpatizzanti. “E’ allucinante come Di Guglielmo sia ancora Segretario e che nel partito non si discuta di ciò che è accaduto, siamo certi che i livelli superiori ne prenderanno atto”, così Livio Petitto dà il via ai lavori.

 

A margine, invece, le interviste ai microfoni.

D’Agostino. “Chi ha perso dovrà farsene una ragione. Chi ha vinto dovrà amministrare. Ora, se dei 20 consiglieri comunali di maggioranza eletti, la stragrande maggioranza è del Pd, e di due eletti all’opposizione solo uno è tesserato –  spiega l’ispiratore di Avellino Vera – è scontato che bisognerà porsi degli interrogativi e anche trovare nuovi equilibri tenendo conto di chi ha vinto”.

 

De Caro. «Non è una resa dei conti. Ci sono conclusioni politiche da trarre. Da Avellino arriva un messaggio positivo, di nuova costituente del Centrosinistra. Saremo promotori delle future sfide».

C’è chi ipotizza che in vista delle regionali non accadrà nulla poichè ci sarà la necessità di stare tutti insieme? «Esattamente il contrario. Proprio perchè c’è bisogno di tutti, ognuno deve fare la propria parte. Il Partito va rinnovato con Congresso Straordinario e tesseramento di cui parleremo lunedì sera a Napoli. Le elezioni sono un momento di passaggio, la vita dei partiti prosegue».

Su quali basi si ricostituisce il Pd e da quali confini?

«Da confini molto più ampi di quelli attuali. Occorre una chiamata alle armi di associazioni e movimenti civici. Si è partiti per costruire un Centrosinistra inclusivo, ci siamo ritrovati con tre candidature. Chi ha le idee le metta in campo. Chi vuole conservare l’esistente perchè gli fa comodo verrà travolto. Penso che bisogna essere animati da spirito propositivo. Il Campo del Centrosinistra va costruito senza preclusioni».

C’è spazio anche per De Mita che al Pd ha offerto il suo pensiero? «Penso proprio di sì. I pensieri sono ben accetti. Soprattutto quelli alti».

La mediazione sta nelle dimissioni Di Guglielmo e nel Congresso straordinario? «Nessuno deve invocare favoritismi o vantaggi. Si deve fare un regolare tesseramento, corretto, trasparente, dopodichè – assegnato un tempo ragionevole – c’è un Congresso. Io non auspico una conta sanguinosa. Bisogna che ci sia un Congresso non su ciò che è stato ma ciò che dev’essere. Penso che possiamo dividerci – non lo auspico – ma, almeno, che sia sulle prospettive».