OFANTO INQUINATO ED IMPIANTO DEPURAZIONE DI NUSCO, LA RETTIFICA DI ASI E CGS

OFANTO INQUINATO ED IMPIANTO DEPURAZIONE DI NUSCO, LA RETTIFICA DI ASI E CGS

29 Gennaio 2019 0 Di La redazione

Sulla notizia battuta nella giornata di ieri in cui sul portale www.primativvu.it abbiamo pubblicato un comunicato dei Carabinieri relativo all’operazione dei Carabinieri della Stazione Forestale di Bagnoli Irpino che dopo le indagini per “un’anomala colorazione e schiumosità delle acqua del fiume Ofanto” hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Avellino rispettivamente il responsabile di una società e dell’impianto di depurazione posto a servizio delle aziende presenti nell’area industriale di Nusco, sottoponiamo così come da pressi redazionale all’attenzione dei nostri lettori, la richiesta di rettifica e i chiarimenti del delegato ambiantale per gli impianti di depurazione consortili del Consorzio Asi di Avellino e del responsabile tecnico degli impianti di depurazione consortili per conto del gestore CGS.

QUESTO IL LINK DEL COMUNICATO BATTUTO NELLA GIORNATA DI LUNEDI’ 28 GENNAIO 2019

RICHIESTA DI RETTIFICA E CHIARIMENTI – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Spett.li testate giornalistiche,

i sottoscritti ing. Laura Crisci, in qualità di delegato ambientale per gli impianti di depurazione consortili del Consorzio ASI di Avellino, e l’ing. Ivano Spiniello, in qualità di Responsabile tecnico degli impianti di depurazione consortili per conto del gestore CGS, in riferimento agli articoli pubblicati in data odierna relativi al presunto inquinamento del fiume Ofanto originato dallo scarico di acque reflue dell’impianto di depurazione consortile ASI di Nusco, vi invitano, in via generale, a verificare la correttezza delle informazioni prima della pubblicazione ed a rettificare il contenuto di quanto pubblicato in data odierna per le seguenti ragioni:

– l’ispezione dei Carabinieri della Stazione Forestale di Bagnoli Irpino, coaudiuvati dall’ARPAC di Avellino, all’ impianto di depurazione di Nusco è avvenuta per effetto di una segnalazione da parte di un comitato ambientale di Lioni preoccupato per una anomala colorazione e schiumosità delle acque del torrente Iemale,

– i risultati delle analisi sul campione di acque reflue prelevato dall’ARPAC hanno rilevato parametri caratteristici per ciò che attiene le schiume -il cui eventuale inquinamento è indicato dal parametro tensioattivi totali – e il colore del tutto conformi ai limiti di legge;

– i risultati delle analisi sul campione di acque reflue prelevato dall’ARPAC hanno rilevato un superamento dei parametri cloro attivo libero e saggio di tossicità acuta, esito che per legge deve essere trasmesso dall’ARPAC alla Procura della Repubblica, e che è stato già contestato dal gestore dell’impianto nelle opportune sedi per ragioni tecniche.

Inoltre, si rappresenta che il superamento dei parametri cloro attivo libero e saggio di tossicità acuta non ha influenza sulla presenza di schiume e sul colore che sono invece influenzati dai parametri tensioattivi totali e colore, risultati conformi. Le schiume menzionate infatti sono dovute ad un fenomeno idraulico dovuto ad uno stramazzo tra il punto di scarico delle acque e il pelo libero del corpo idrico superficiale con dislivello di circa 1,5 m che comporta appunto la formazione di fenomeni schiumogeni all’impatto delle acque.