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OFANTINA KILLER: QUEL SILENZIO ISTITUZIONALE CHE UCCIDE DUE VOLTE !

Il nostro Michele Miele ci ha più volte rappresentato nei suoi servizi le condizioni critiche dell’arteria al secolo “Strada Statale 7 Via Appia” comunemente conosciuta dagli irpini come “Ofantina”, che in buona sostanza collega il capoluogo Avellino alla Basilicata. L’ultimo contributo del nostro inviato , proprio qualche giorno fa, parlava ancora una volta di un maledetto frontale tra un’autovettura ed un autoarticolato subito dopo il bivio di Rapone, ai confini con la Basilicata: una frenata, uno scontro, un’altra vita spezzata poi il silenzio. Di ipotesi tante, di parole pure, di fatti nemmeno l’ombra. Sono anni che raccontiamo il dramma di quella maledetta strada, un maledetta arteria otturata dall’inconsistenza di amministratori che, a dire il vero, ci sono sempre apparsi menti eccelse nel parlare a vanvera, per di più del nulla e quasi sempre inetti e  poco reattivi a tragedie che spesso colpiscono al cuore le loro comunità. E si’ perchè vedete ci sono differenze abissali tra l’essere Sindaci e amministratori di piccole realtà di provincia ed esserlo al contrario di grossi centri urbani  Il più delle volte la differenza sostanziale è questione di cuore, di vicinanza, di sensibilità e di appartenenza . Sentimenti rari nelle città, linfa vitale dei piccoli paesi di provincia dove infondo ci si conosce tutti, dove ci si incontra dopo pochi passi, dove il calore della comunità è più avvertibile insomma. Ed allora il silenzio, l’immobilismo, l’inadeguatezza anche morale dei tanti che,  mossi a pietà nel primo istante dopo la tragedia,  si sbattono,si dimenano urlano di tavoli, di incontri e poi di tavoli e poi ancora di incontri. Puntualmente la spugna la gettano messi in riga dai “capibastone” della politica nostrana o quel che ne rimane. Qualcuno di quelli che avrebbe potuto nel post terremoto, soprattutto per la “super carica”politica che deteneva e per i miliardi che caddero come grandine, pensare alla reale destinazione di quella groviera e invece… E torniamo a  quel silenzio, quel silenzio che uccide due volte, quel silenzio che fa incazzare .E’ morta per sempre la consapevolezza di amministratori che dovrebbero svegliarsi e muoversi a trovare soluzioni reali anzichè ritirarsi dalla battaglia e lasciare al destino ogni scelta. Nel profondo sono morte per sempre quelle famiglie che ancora soffrono il lutto di una perdita: madre, padri, figli, figlie, amici di una vita.  “Ofantina killer”, quel silenzio istituzionale che uccide due volte! 

 

 

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