NON FACCIAMO REGALI A CHI SPARA: PIU’ SENTINELLE MENO PALINGESI !

NON FACCIAMO REGALI A CHI SPARA: PIU’ SENTINELLE MENO PALINGESI !

27 Settembre 2019 0 Di Norberto Vitale

La prima cosa da fare è non minimizzare quel che sta accadendo ad Avellino: un ex consigliere comunale che nel maggio scorso pensava di candidarsi a sindaco arrestato perché trovato in possesso, senza porto d’armi, di una pistola rubata; le stese contro le auto che non vengono denunciate da chi le subisce; fino alla vile aggressione all’assessore Geppino Giacobbe. Non sono avvocato né magistrato, non so se c’entri la trascorsa flagranza o altri codicilli, ma questa mia ignoranza non mi fa comprendere perché una delle due persone fermate e denunciate a piede libero non sia stata invece arrestata, come a me sembra meriterebbe. Tanto più in relazione ai reati contestati: lesioni aggravate; dunque ha partecipato fisicamente e materialmente al pestaggio di Geppino Giacobbe; favoreggiamento: se capisco bene, questo indagato non ha rivelato l’identità di chi, insieme a lui, ha partecipato all’agguato contro l’assessore.
Se questi fatti sono concatenati e relazionabili tra loro, ce lo diranno gli inquirenti e gli investigatori. Di certo, questa escalation esplosa in pochi giorni conferma che non viviamo nel paese dei balocchi; che, oltre lo stesso rango criminale dei protagonisti, ci sono gruppi, nuclei, consorterie armati che si stanno contendendo qualcosa e verosimilmente qualcosa di sporco e illegale.
La prepotenza di chi spara nella città e sulla città, di chi aggredisce un assessore con la schiena dritta fa affidamento anche sul nostro fatalismo. Dovremmo invece considerarci sentinelle delle nostre strade, delle nostre piazze, far capire a questa parte di città capovolta che non gliele regaliamo mettendo la testa sotto la sabbia.
Primo, non minimizzare dunque. La seconda cosa da fare è quella di non ricorrere alle teorie palingenetiche, ricorrenti in queste occasioni, secondo le quali è nel groviglio della politica l’origine di tutti i mali, compresi quelli della cronaca odierna. La generalizzata delegittimazione della politica, e dunque delle istituzioni, è un grande regalo che si fa a chi parla con le armi. Gli esempi di mala politica ne abbiamo e ne avremo ancora e non saranno le nostre pur civili prediche a farli cessare. Il marcio c’è ma non siamo alla metastasi; gran parte dell’organismo è sano. Da questa parte dobbiamo pretendere fatti, comportamenti, esempi e atteggiamenti sempre e ancora più limpidi e intransigenti.