«NON ABBIAMO COMPUTER A SUFFICIENZA».  ECCO PERCHÉ L’ORDINANZA MERCOGLIANO PUÒ FARE SCUOLA

«NON ABBIAMO COMPUTER A SUFFICIENZA». ECCO PERCHÉ L’ORDINANZA MERCOGLIANO PUÒ FARE SCUOLA

30 Gennaio 2021 0 Di La redazione

Da lunedì, l’ordinanza del sindaco di Mercogliano lascia ai genitori dell’Istituto comprensivo temporanea facoltà di scelta tra didattica in presenza o a distanza per tutelare la salute degli alunni. La Scuola comunica che non potrà fornire il servizio poiché mancano i dispositivi digitali. Oltre le guerre di religione, il modello può funzionare

Indubbiamente il sindaco Vittorio D’Alessio ha avuto più coraggio del governatore Vincenzo De Luca.

Sostengono entrambi la stessa cosa. Ma mentre lo sceriffo “raccomanda”, l’altro obbliga. Lo ha fatto emanando  un’ordinanza che dispone libertà di scelta per le prossime due settimane, a partire dal 1° febbraio: siano i genitori a decidere tra didattica a distanza o in presenza per i loro figli, la Scuola dovrà organizzarsi.

I contenuti dell’ordinanza hanno travalicato i confini irpini, non è mancata la levata di scudi di dirigenti scolastici e sindacati, più in generale del mondo della Scuola, che non ha mandato giù una presunta e intollerabile invasione di campo.

Da lunedì cosa accade? Lo spiega la Dirigente scolastica nella comunicazione indirizzata ai genitori. Sul sito dell’Istituto comprensivo si legge quanto segue in riscontro alle richieste di Did (didattica digitale integrata) presentate da un rilevante numero di genitori.

“L’intera dotazione dei dispositivi digitali è stata concessa in comodato d’uso per lo svolgimento delle attività didattiche a distanza, previste fino al 30 gennaio, per garantire il diritto allo studio a tutti gli alunni. La maggior parte dei genitori, seppure invitata a ripotare i dispositivi entro il 29 non ha rispettato il termine. I dispositivi, una volta consegnati, dovranno essere sanificati, revisionati e installati nelle aule (…)”.

Conclusione: “Alla luce di quanto esposto, il servizio richiesto dai genitori che intendono avvalersi della didattica digitate integrata, non potrà essere attivato dal primo febbraio, seguiranno comunicazioni”.

Provando ad interpretare si dice che mancano i computer o non ve ne sono a sufficienza. È questo il motivo per cui la Did non può attivarsi e l’ordinanza D’Alessio avere riscontro. Senza revoca o impugnative al Tar l’atto resta, tuttavia, in vigore. Un provvedimento peraltro non nuovo in Italia, la Regione Puglia ha adottato identica decisione. E seppure i contesti siano diversi, l’assunto di base è lo stesso ed è il medesimo: non esiste un luogo sicuro in assoluto in pandemia. Un sindaco o un governatore decide, dunque, di agire, a tutela della salute e contemperando il diritto all’istruzione, questa la sfida in pandemia.

L’ordinanza Mercogliano viene con attenzione osservata da tanti altri sindaci, di piccoli e grandi comuni, che sarebbero intenzionati a replicarla. Inevitabili le fazioni e i duelli: sui risvolti pedagogici della didattica a distanza, sulla singolarità della scuola campana, sulla mancanza di scelte coerenti e univoche nel Paese. Non sappiamo come evolverà il dibattito e quali saranno le prossime mosse,  anche il Prefetto di Avellinio sembra aver chiesto lumi.

Nell’attesa, bisogna registrare che lo scatto in avanti del sindaco, potrebbe aver tracciato una strada da seguire. L’ordinanza infatti potrà essere revocata, rimodulata, implementata, ma non attuarla soltanto perché mancano notebook è una risposta che non può bastare a nessuno, ne siamo sicuri, neppure alla Preside che suo malgrado deve arginarla.

Guerre di religione non condurranno da nessuna parte. Sulla via del dialogo l’ordinanza Mercogliano potrebbe invece diventare modello, se non lo è già.