NESSUNA PROSPETTIVA IN CANTIERE PER IL CANDIDATO SINDACO

NESSUNA PROSPETTIVA IN CANTIERE PER IL CANDIDATO SINDACO

21 Maggio 2019 0 Di Sandro Feola

Mai avremmo immaginato di dover spiegare a chi ha la pretesa di guidare una città che un cantiere non è per definizione un ritrovo di oscuri malfattori che tramano nell’ombra per chissà quali loschi obiettivi. Non lo è neanche il cantiere ‘Rinascita’ di via De Gasperi, che ieri è stato presentato da un candidato come un covo di speculatori, fingendo di non sapere che sorge su un terreno che il Gruppo D’Agostino ha acquistato solo 2 anni fa. Oltre un decennio dopo che il comune lo definisse edificabile. Un terreno pagato, appunto, la bellezza di sei milioni di euro – non certo bruscolini – e rilevato da terzi per poterci costruire abitazioni da vendere a privati. Anche uno studente di prima superiore, lette le carte, dedurrebbe che, neanche volendo, il Comune potrebbe agevolare un’azienda che oggi si sforza semplicemente di fare il proprio lavoro.

Dove sarebbe, quindi, la speculazione?

Angelo Antonio D’Agostino

Quel cantiere è il frutto del coraggio di un imprenditore come Angelo D’Agostino che non ha ereditato nulla di tutto ciò che, passo dopo passo, ha realizzato: un Gruppo imprenditoriale che opera in Italia e all’estero e occupa circa cinquecento persone, coinvolgendo un numero non meglio definibile di professionisti. Una realtà che ha ormai un indotto che è parte significativa dell’apparato produttivo non solo irpino. E anche Rinascita si inserisce in questo contesto.

Quel cantiere, che opera nel pieno rispetto della legge e gode di tutte le autorizzazioni previste, è sopratutto il luogo nel quale si realizza la vita lavorativa di decine di persone, nel quale si esprimono le migliori professionalità irpine nel campo dell’edilizia. In linea con la politica aziendale del Gruppo, in quel contesto, queste persone non solo si guadagnano da vivere, ma si danno da fare per realizzare opere di qualità. Persone, non entità astratte, uomini e donne, non “poteri forti”: architetti e muratori, ingegneri e addetti alle pulizie, carpentieri e ingegneri.

La nostra solidarietà va innanzitutto a queste persone per le bieche insinuazioni di chi ha la pretesa di guidare una città e dimostra, invece, un qualunquismo sconcertante, un pressapochismo nell’approcciarsi alla realtà che è difficile capire se sia più ridicolo o banale. E poi ad Angelo D’Agostino che dà anima e corpo, ogni santo giorno, per rendere il suo gruppo più solido, più esteso, continuando – non a caso – a creare opportunità di lavoro anche in tempi di recessione.

E se qualcuno immagina che la solidarietà di chi da lui dipende sia scontata, si sbaglia di grosso. Ciò che rende competitivo questo Gruppo è la convinzione diffusa che la disonestà intellettuale non paghi mai; che mentire può servire – forse – a lucrare un vantaggio nell’immediato, ma compromette la prospettiva, che è quella che rende solida una realtà imprenditoriale e la distingue dalle altre.

Per chi fa politica è più o meno lo stesso: mentire ed agitarsi può servire al candidato a recuperare un po’ di quei voti che la sconcertante incoerenza di questi mesi gli ha fatto perdere, ma non servirà mai a farne un sindaco con una visione di ampio respiro. A farne, in definitiva, un sindaco con gli attributi