MOVIDA AVELLINO, AVVOCATO TOMEO:  FESTA HA TESO LA MANO AI GIOVANI. DOV’ERANO I GENITORI?

MOVIDA AVELLINO, AVVOCATO TOMEO: FESTA HA TESO LA MANO AI GIOVANI. DOV’ERANO I GENITORI?

1 Giugno 2020 0 Di La redazione

Il caso movida di sabato sera ad Avellino continua ad animare il dibattito cittadino. Ad intervenire è l’avvocato Tiziana Tomeo. “E così, – dice l’avvocato Tomeo – dopo la richiesta a gran voce da parte delle opposizioni, delle sue dimissioni ed a seguito delle dichiarazioni di “chiusura dei propri confini” da parte di molti sindaci del salernitano, oggi da cittadina avellinese, mi permetto di affermare che credo alle parole del Sindaco Festa profferite per difendere il proprio operato e credo che non si sarebbe potuto agire diversamente e chi afferma il contrario lo fa unicamente per criticare distruttivamente. Bisogna invece ammettere che con intelligenza e lucidità il Sindaco si è posto come interlocutore “affidabile” per quei giovani (si veda l’incitazione al coro “da stadio” unicamente da tifoso e non per muovere odio verso un popolo) e basti pensare alla pratica dei selfie, diffusa oltremodo tra i giovani.
Come mai invece, nessuno si è soffermato sul problema a monte? I genitori di quei ragazzi erano consapevoli del fatto che i propri figli si sarebbero assembrati senza mascherine, alzando il gomito e magari “bevendo dallo stesso calice”? Credo di no o comunque se avessero saputo nulla avrebbero fatto per evitare tutto questo! Certamente anche il Sindaco avrebbe potuto far finta di nulla, avrebbe potuto semplicemente mandare una pattuglia che avrebbe “diradato” per qualche minuti la folla di ragazzi “festanti” senza risolvere nulla né impedendo l’assembramento né ovviando alla mancanza di mascherine! Non dimentichiamo come Avellino sia rimasta con pochissimi contagi circoscritti facendo fronte a questa pandemia assurda e terribile e come il Sindaco abbia saputo gestire il lockdown preservando la salute dei cittadini. E’ chiaramente molto facile criticare e puntare il dito e deridere chi credendo nella propria funzione ha preferito porsi come interlocutore di questi giovani nella fase 2 di questa maledetta emergenza. Gianluca Festa ha ritenuto di prendere parte alla loro vita sociale, dopo mesi di solitudine e chiusura, ha preferito vivere con loro piuttosto che essere contro di loro; ha teso la mano e non li ha bacchettati, avendolo fatto già la vita. La “bacchetta” del resto, avrebbero dovuto usarla i genitori di quei ragazzi, che avrebbero dovuto impedire ai figli di uscire senza la maschera invitandoli a non assembrarsi ancora nelle strade, magari spiegando loro che sarebbe stato più opportuno trascorrere le serate in modo più intelligente e sicuro. Prendersela con il Sindaco è il modo più semplice per spostare solo il problema; sarebbe dovuto essere un compito dei genitori indicare ai ragazzi le regole da seguire ancora in questa fase con coscienza e maturità.  Resterebbe poi la questione della ricostruzione delle immagini diffuse e del modus operandi, che onestamente lascia il tempo che trova perché è lapalissiano che: “un sindaco che incita ai cori contro Salerno,nel bel mezzo di un assembramento di giovani senza mascherina, fa certamente più notizia. Ma un giornalista, come sosteneva Mark Twain “è colui che distingue il vero dal falso  e pubblica il falso”