MONTORO. FUSIONE COMUNI MA DECREMENTO FONDI, TEMPO DI EMENDAMENTI

MONTORO. FUSIONE COMUNI MA DECREMENTO FONDI, TEMPO DI EMENDAMENTI

6 Agosto 2019 0 Di La redazione

Nell’ambito dei processi di collaborazione dell’Area vasta, su invito del sindaco di Montoro Girolamo Giaquinto, il sindaco di Chiusano San Domenico, Carmine De Angelis, è intervenuto in consiglio comunale a Montoro per discutere della proposta emendativa sulla fusione di Comuni.

“Con il processo di unione dei comuni – afferma il sindaco De Angelis – questo mio intervento rientra nei processi di consuetudine istituzionale formalizzata ai sensi dell’art.5 della Convenzione Area Vasta, la cosiddetta collaborazione inter-istituzionale. Mi è stato posto un problema: il legislatore da un lato tende ad agevolare il processo di fusione ma tale volontà resta inviluppata nel contenimento economico-finanziario.”

Montoro è il primo comune d’Italia che ha deliberato una proposta di emendamento al fine di inserire un principio di proporzionalità dei contributi relativi alle fusioni tra comuni e ripristinare la quota detratta nell’annualità corrente.

Nell’ultimo consiglio comunale il sindaco di Montoro Giaquinto ha evidenziato come questo emendamento all’ordine del giorno venga a seguito dell’aumento delle unioni e fusioni dei Comuni pur restando invariato e subendo un leggero decremento il Fondo di solidarietà comunale. Esso risulta pertanto insufficiente per trasferire i singoli contributi creando anche incertezza nella programmazione.

“La questione cruciale di questa ripartizione – si legge nell’ordine del giorno – è che rispetto ai calcoli teorici del contributo i Comuni ricevono di meno. Questa riduzione è dovuta al fatto che le risorse nazionali sono insufficienti per soddisfare le aspettative di ciascun comune e ciò dipende in larga parte dall’aumento del numero di fusioni cui spetta il contributo: gli aventi diritto sono passati da 67 nel 2018 a 94 nel 2019. Nel 2018 la somma ripartita è stata sufficiente a trasferire quasi tutti i contributi ai 67 comuni mentre la somma stanziata nel 2019, di poco inferiore all’anno precedente, è insufficiente per tutti i 94 comuni aventi diritto. L’anomalia del caso è che da un lato il legislatore incentiva alla fusione alimentando le aspettative dei comuni di ricevere gli incentivi economici, dall’altro la legge 56/2014 inserisce una cautela “nei limiti degli stanziamenti finanziari previsti”. Che senso ha, dunque, aumentare la quota per il bonus dal 20% al 60% dei fondi del 2010 se non si ha la certezza di una copertura finanziaria nei termini e nei tempi fissati dalla normativa nazionale sulle fusioni?

L’emendamento proposto vuole pertanto agire più che sulla materia economico-finanziaria sugli indirizzi normativi, in particolare sull’art. 1 comma 380 – ter legge 228/2012, introducendo il principio di proporzionalità.

“Tale proposta emendativa – conclude De Angelis- introduce il principio di proporzionalità nel trasferimento dei fondi per rendere il Fondo di solidarietà più flessibile. Inoltre prevede la disposizione di riequilibrare il riparto delle risorse dell’anno precedente per il 2019. La proposta sarà presentata all’ANCI e alla Commissione Affari costituzionali.”